Sanremo, il Consiglio di Stato respinge la sospensiva della Rai
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Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare presentata dalla Rai contro la sentenza del Tar Liguria che impone al Comune di Sanremo di indire una gara pubblica per l’assegnazione del marchio “Festival della Canzone Italiana” e della gestione dell’evento. A stabilirlo è stata la Quinta sezione, che ha depositato l’ordinanza nella giornata di oggi.
Secondo i giudici, la fissazione dell’udienza di merito già programmata per il 22 maggio 2025 «esclude ragioni di periculum in mora», ovvero non sussistono danni gravi e irreparabili tali da giustificare la sospensione richiesta. Inoltre, il Consiglio di Stato ha rilevato come le obiezioni della Rai non contestino direttamente la sentenza del Tar, ma le modalità con cui il Comune di Sanremo ha deciso di metterla in pratica, procedendo rapidamente verso la pubblicazione della manifestazione di interesse senza il coinvolgimento diretto della rete pubblica.
Nel frattempo, a Palazzo Bellevue si è tenuto un incontro d’urgenza tra il sindaco Alessandro Mager, l’assessore al Turismo Alessandro Sindoni e gli avvocati del Comune per fare il punto sulla situazione. Il Comune, forte della legittimazione ricevuta anche dal presidente del Tar Liguria Giuseppe Caruso – presente ieri a Sanremo per un convegno – continua a sostenere la correttezza del proprio operato.
I parametri della manifestazione di interesse, che dovrà regolare l’assegnazione del Festival, sono già noti: base d’asta fissata a 6,5 milioni di euro, più l’1% dei ricavi, con un vincolo minimo su tre edizioni consecutive e possibilità di rinnovo annuale fino a un massimo di cinque. Tra i requisiti per l’aggiudicazione: copertura mediatica nazionale, valorizzazione del brand e un piano dettagliato per la crescita e l’internazionalizzazione dell’evento.
A influenzare la scelta del Comune di accelerare i tempi è stata anche la diffida presentata da Sergio Cerruti, presidente dell’Associazione Fonografici Italiani (Afi) e a capo dell’etichetta discografica JE, che ha avviato il ricorso contro Comune e Rai, chiedendo di non procedere con un rinnovo automatico dell’accordo con la televisione di Stato.
Tutti gli occhi ora sono puntati sul 22 maggio, data dell’udienza decisiva che potrebbe segnare un passaggio epocale nella storia del Festival di Sanremo.
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