8 Serie Tv che hanno segnato profondamente la golden age televisiva
A proposito della golden age televisiva e di alcune tra le migliori serie tv di sempre. Chi ci segue lo sa: spesso e volentieri evochiamo il concetto di “golden age televisiva”. Un’età dell’oro nella quale il piccolo schermo è diventato grande, dando vita ad alcune tra le migliori serie tv di sempre. Un periodo fondamentale… Leggi di più »8 Serie Tv che hanno segnato profondamente la golden age televisiva The post 8 Serie Tv che hanno segnato profondamente la golden age televisiva appeared first on Hall of Series.

A proposito della golden age televisiva e di alcune tra le migliori serie tv di sempre.
Chi ci segue lo sa: spesso e volentieri evochiamo il concetto di “golden age televisiva”. Un’età dell’oro nella quale il piccolo schermo è diventato grande, dando vita ad alcune tra le migliori serie tv di sempre. Un periodo fondamentale che ha cambiato i paradigmi dell’intrattenimento, convertendolo da mezzo prettamente generalista a soluzione valida per esprimere un’autorialità marcata, assimilabile al miglior cinema. In poche parole, si parla di tv di qualità. Il piccolo schermo è diventato sempre più audace, tridimensionale, più bello sul piano visivo ed efficace nello sviluppare racconti popolari e, allo stesso tempo, di nicchia. Vocazioni persino kubrickiane, a tratti, ma alla portata del pubblico di massa. La tv via cavo prima, e lo streaming poi, hanno cambiato le regole del mercato, portando la vecchia tv lineare ad adattarsi nel tempo con percorsi sempre più associabili negli intenti di base dei prodotti di punta.
Ne deriva un’età di fulgido splendore, ancora oggi databile con criteri piuttosto soggettivi. Quando si cerca di dare un ordine alla storia mentre la si sta vivendo, d’altronde, diventa inevitabile. E allora, prendiamo una posizione in tal senso, visto che la “golden age televisiva” è per alcuni ancora in corso mentre per altri è finita da almeno dieci anni. Identifichiamo, allora, un inizio e una fine secondo un parere un po’ più personale. Partiamo dall’esplosione della tv via cavo, grazie soprattutto alla HBO, e arriviamo fino all’avvento dello streaming con una serie spartiacque della quale parleremo in chiusura.
Allora, proviamo a dettagliare oltre. Potremmo individuare l’inizio e la fine con due delle migliori serie tv di sempre, I Soprano e Breaking Bad.
Dal 1999, anno della stagione d’apertura della prima, al 2013, anno di conclusione della seconda. Potremmo spingerci leggermente oltre e arrivare fino al 2015, visto che per esempio Mad Men si era conclusa quell’anno e nel 2014 il mondo aveva assistito all’esplosione di due straordinarie miniserie che hanno segnato l’epoca contemporanea: True Detective e Fargo.
Torneremo sull’argomento prossimamente prima di scadere in un esercizio storico fine a sé, mentre oggi concentreremo l’attenzione su otto serie tv tra le migliori di sempre, capaci di segnare a fondo la golden age e la storia globale del piccolo schermo. Facciamolo senza offenderci per le esclusioni eccellenti, anticipando il tema. Serie tv come le già citate True Detective e Fargo, ma anche Band of Brothers, Six Feet Under, Deadwood, la primissima The Walking Dead, Sex and the City o The West Wing, avrebbero meritato un posto a pieno titolo nell’elenco. Non parleremo di queste, ma di altre che occupano un posto altrettanto speciale nel cuore del grande pubblico.
Prima di procedere, offriamo alcune brevissime linee guida sugli elementi che hanno contraddistinto la golden age televisiva.
- La centralità dell’antieroe.
- Narrazione serializzata e meno episodica.
- Qualità cinematografica.
- Libertà creativa grazie alle tv via cavo e, successivamente, allo streaming.
- Profondità tematica.
Una delle migliori serie tv di sempre – I Soprano

- In onda dal 1999 al 2007.
- Trasmesso da HBO.
- Disponibile su Sky e Now.
I Soprano, si diceva. Sarebbe scorretto individuare rigidamente l’inizio della golden age con il suo sbarco in tv, ma è evidente che il suo impatto mediatico sia stato tale da giustificare una definizione del genere. E sì: arriva, per esempio, dopo OZ e Sex and the City, già in onda negli anni precedenti, ma è quella che più di ogni altra ha portato in alto la bandiera della HBO, facendone un’icona assoluta della tv di qualità (ancora oggi, ma con le dovute distinzioni legate all’evoluzione del suo percorso editoriale).
I Soprano, considerata da molti critici la migliore serie tv di sempre (parliamone), ha ridefinito i canoni della narrativa televisiva, spostandosi su trame orizzontali più solide, un eccelso gusto cinematografico nella sua gestione espressiva e una rimarcata sfumatura morale del suo protagonista.
I Soprano ha il merito indiscusso di averci traghettato nell’era televisiva degli antieroi, cardine attuale della costruzione dei personaggi più carismatici. E di averlo fatto attraverso una scrittura complessa e accessibile, altissima ma alla portata di un pubblico trasversale.
Altrettanto si potrebbe dire, per esempio, per una serie tv che era stata pioniera in tal senso, quasi dieci anni prima: Twin Peaks. Con una differenza chiave: mentre il capolavoro di David Lynch rappresenta da trent’anni un irraggiungibile unicum, incapace di generare dei veri eredi, I Soprano è stata influente e ha saputo essere l’apripista di un movimento che ha cambiato la storia della HBO, della tv via cavo e del piccolo schermo nella sua totalità.
Creata da David Chase, un uomo secondo cui questa concezione della tv sarebbe morta da alcuni anni, ha consegnato agli annali il talento cristallino di James Gandolfini e di un cast eccezionale, tra i migliori mai visti. Insomma, è chiaro: è uno di quei titoli che non si possono non associare al concetto di golden age televisiva, al punto da averla plasmata a sua immagine e somiglianza.
The Shield

- In onda dal 2002 al 2008.
- Distribuita da FX.
- Attualmente non è disponibile in streaming.
In parallelo con il percorso di HBO, un’altra tv via cavo ha segnato profondamente la storia della golden age televisiva: FX. Le due strade hanno attraversato sentieri piuttosto paralleli, ma è innegabile che la prima abbia avuto un’influenza che la seconda non aveva mai avuto. Non aveva mai avuto fino a pochissimi anni fa, almeno: il recente record agli Emmy, legato principalmente ai successi planetari di Shōgun e The Bear, ha in parte cambiato le prospettive e ne fanno oggi un leader in ascesa. La storia che ha alle spalle è, però, altrettanto importante. Vale, per esempio, per Sons of Anarchy, mentre in precedenza c’è una serie tv che ha ridefinito molti canoni con una personalità rimarchevole, al punto da meritare uno spazio all’interno di questa speciale lista: The Shield.
Creata da Shawn Ryan, la serie segue le vicende di Vic Mackey, un poliziotto corrotto a capo di una squadra d’élite del LAPD che usa metodi brutali e ai confini della legge per mantenere l’ordine.
The Shield, una delle migliori serie tv di sempre nel genere crime, presenta un protagonista che presenta alcuni dei crismi espressivi di Tony Soprano, pur stando dall’altra parte della barricata. Il suo è un antieroismo spietato, foriero di un realismo brutale di stampo quasi documentaristico. Presenta scene di violenza esplicita, eludendo le logiche della censura in quella fase ancora vigenti attraverso una narrativa innovativa e dinamica, progressivamente sempre più immersiva.
Il suo sbarco in tv ha segnato una vera e propria rivoluzione del genere crime, ispirando in seguito serie come la già citata True Detective. Allergico alle logiche binarie, The Shield ha contribuito allo sbarco nel mondo degli antieroi con un protagonista carismatico e imprevedibile, sempre sull’orlo del baratro. Il montaggio serrato, i ritmi impazziti e l’uso sapiente della camera a mano ne hanno fatto un caposaldo assoluto, modernissimo anche a oltre vent’anni dalla sua prima messa in onda. Non se ne parla quasi mai nei termini che meriterebbe, ed è un vero peccato.
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