Cueva de las Manos, il magico enigma delle impronte preistoriche, una storia millenaria
Una grotta che racchiude in sé le prime forme artistiche dell'umanità, una storia millenaria che ancora oggi parla all'uomo con curiosità, immersa in una natura selvaggia

In un angolo remoto della Patagonia argentina, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, congelato a millenni fa. Non è solo una meta per amanti dell’archeologia o dei paesaggi estremi, ma un autentico portale verso la preistoria. La Cueva de las Manos – ovvero la “Grotta delle Mani” – è un sito rupestre incredibile, in cui oltre 800 pitture raccontano storie, rituali, visioni e sogni di popolazioni antichissime.
Le pareti del canyon si colorano di rosso, nero, ocra e bianco: un’esplosione di impronte di mani, animali selvatici e simboli geometrici. Alcune figure risalgono a più di 9.000 anni fa, motivo per cui questo sito è ad oggi uno dei più antichi e meglio conservati esempi di arte rupestre al mondo. Camminare lungo il sentiero che conduce alla Cueva significa immergersi in un’atmosfera magica, quasi irreale. Il vento sferza la valle del Río de las Pinturas, i condor volano in alto e ogni roccia sembra sussurrare storie millenarie.
Cueva de las Manos, dove si trova e come raggiungerla
La Cueva de las Manos si trova nella provincia di Santa Cruz, tra la cittadina di Perito Moreno e il villaggio semi-abbandonato di Bajo Caracoles. È inserita in una zona selvaggia e scarsamente popolata ed è proprio questo isolamento ad aver protetto nei secoli la straordinaria bellezza delle sue pitture.
Ci sono due vie principali per raggiungere la grotta, la più utilizzata è una strada sterrata lunga circa 46 km che si imbocca dalla famosa Ruta 40, nei pressi di Bajo Caracoles. In alternativa, è possibile arrivare tramite l’Hostería Cueva de las Manos, anche se questa strada non è sempre accessibile durante tutto l’anno.
Per chi non dispone di un mezzo proprio, è possibile anche rivolgersi a escursioni organizzate che partono dalle vicine località di Perito Moreno, Los Antiguos o Lago Posadas. Tutte le visite alla grotta, in questo angolo remoto dell’Argentina, avvengono con guida obbligatoria: un’ottima occasione per conoscere curiosità e dettagli sulle pitture rupestri e sulla cultura dei popoli originari.

Una volta lasciato il veicolo, si percorre un sentiero panoramico che costeggia la parete del canyon, a circa 80 metri d’altezza. Lungo il tragitto, lo spettacolo naturale del paesaggio si intreccia alla suggestione dell’arrivo imminente.
Cosa vedere alla Cueva de las Manos?
La visita inizia da un piccolo centro accoglienza con museo incluso nel biglietto (circa 400 pesos argentini). Da lì, si scende verso il sito principale, dove le pareti si trasformano in tele verticali. La maggior parte delle impronte – circa il 90% – è della mano sinistra, probabilmente realizzate soffiando pigmenti naturali attraverso tubi rudimentali. Una curiosità? Tra le tante figure spicca anche una mano con sei dita!
Oltre alle mani, si possono ammirare scene di caccia con guanachi, figure astratte e simboli misteriosi che ancora oggi gli studiosi faticano a interpretare. Ogni colore aveva probabilmente un significato rituale, ogni forma una funzione cerimoniale.
Nei dintorni della grotta non ci sono grandi centri abitati, ma la natura qui si prende tutto lo spazio. Ecco qualche tappa imperdibile:
- Canyon del Río de las Pinturas: subito sotto il sentiero della grotta, è un luogo affascinante dove il rosso delle rocce si mescola al bianco dei depositi salini. Se si alloggia in una delle estancias vicine, è possibile organizzare escursioni a piedi o a cavallo.
- Bajo Caracoles: minuscolo villaggio sulla pampa, non offre molto, ma possiede l’unica pompa di benzina della zona. Fermarsi qui è d’obbligo, anche solo per fare rifornimento e non rischiare di rimanere bloccati nel nulla.
- Perito Moreno e Los Antiguos: situate a circa due ore di macchina, rappresentano buone basi per l’esplorazione della zona. Los Antiguos, in particolare, è ideale per chi vuole raggiungere la splendida Capilla de Mármol, sul lago General Carrera.
- Ruta 41 e Monte Zeballos: per i più avventurosi, questo itinerario panoramico attraversa paesaggi spettacolari. Ideale da percorrere in due giorni con tappa a Lago Posadas.