Da Virginia Woolf a Ilary Blasi, rimanere una grande donna è solo questione di tempo
"Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna": ma che cosa succede se i due si separano? Forse Virginia Woolf, rimasta legata al compagno di vita e di lotte fino all'ultimo giorno, non aveva una risposta a questa domanda ma senza dubbio Ilary Blasi avrebbe in proposito qualcosa da raccontare.

“Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna“. A dirlo è stata (udite udite) una grande donna, Virginia Woolf (prendere appunti in caso di cene noiose da provare a risvegliare con un tocco di ponderata cultura).
La madre di Mrs Dalloway doveva evidentemente aver intuito come la pazienza di una donna non conosca confini ma chissà se si fosse mai interrogata poi circa ciò che accade dopo, quando, per così dire, il duo diventa una one girl band. Che cosa succede infatti se il grande uomo, un po’ per volontà un po’ per caso, dovesse ritrovarsi a non avere più dietro di sé la grande donna? Verrebbe da pensare, affidandosi alla mera razionalità, che il soggetto maschile rischi così di perdere la propria grandezza, un po’ come Sansone una volta venuti meno i suoi lunghi capelli. Peccato però che quando si parla dei delicati equilibri tra coloro che vengono da Marte e coloro che vengono da Venere, il razionale abbia sempre ben poco da dire.
Nel XXI secolo, epoca in cui abbiamo tristemente dovuto constatare come le lotte femministe abbiano bisogno almeno di un piccolo refresh per tornare a farci anche solo sognare l’agognata parità tra i sessi, ci siamo altresì resi conto che, tra quel grande uomo e quella grande donna, in caso di separazione, a esser messa in discussione potrebbe esser proprio la lei di turno o, quantomeno, la sua posizione.
Vi suona familiare? Be’, se siete stai tra i fedeli spettatori del più grande gossip degli ultimi anni, senza dubbio, avrete già ricomposto tutti i pezzi del puzzle.
Se Totti e Ilary non sono più Totti e Ilary
Erano il calciatore e la letterina che coronavano il loro sogno d’amore d’innanzi a un’intera città adorante, i più accreditati eredi di Sandra e Raimondo, il duo, divenuto poi famiglia, capace di far credere nell’amore eterno anche i più stoici e disillusi avversatori di Cupido.
Da quel giorno in cui, durante un derby, la maglia “6 UNICA” fece la sua comparsa per rimanere poi scolpita nella storia del calcio e non solo, Ilary Blasi e Francesco Totti si sono trasformati nei protagonisti di un fotoromanzo rosa dei nostri tempi. Difficile dunque, dopo cotanto romanticismo, accettare che i fiori d’arancio possano trasformarsi in gigli dallo charme un po’ funereo ma, ahimè, così la storia si è conclusa.
Lui ha tradito lei… no, anzi, lei ha tradito lui… no, lei aveva preso solo un caffè… si ma lui collezionava un’amante dietro l’altra… o era lei. Be’, fatto sta che dal letto di una Casa Vienello 2.0 alle sedie del Bar Lume il passo è stato breve, tra un Rolex scomparso e una Chanel tenuta sotto sequestro.
Triste epilogo, direte voi, ma, si sa, al peggio non c’è mai fine. Già perché porre fine a vent’anni di storia non è facile per nessuno ma se ti chiami Ilary Blasi è solo il primo di tanti scogli da superare. Francesco Totti infatti è l’ottavo Re di Roma, il Capitano, il Pupone e chi è Ilary Blasi? Qualcuno lo ha solo pensato, altri hanno avuto anche l’ardire di bisbigliarlo, i più spavaldi lo hanno addirittura dichiarato pubblicamente (magari solo seduti a un bar con qualche collega, dove del resto tutti diventiamo fini sociologi): Ilary Blasi è la consorte dell’ottavo Re di Roma, la signora del Capitano, la Lady del Popone.
Eh già, perché poco contano oltre vent’anni sul piccolo schermo, un Festival di Sanremo e il timone della primissima edizione del Grande Fratello Vip (solo per citare alcuni passi salienti di questa carriera un po’ dimenticata): se sei la Signora Totti, una volta che Francesco se ne va, resti solo Una Signora.
La sentenza era quindi stata emessa: la pietra tombale sulla storia d’amore con Francesco Totti era anche un sigillo senza ritorno sulla carriera di Ilary Blasi.
Ilary Blasi, colei che sa aspettare
Se c’è però una cosa che la bionda conduttrice ha sempre mostrato di avere è il dono della pazienza.
Lo sa bene un certo Fabrizio Corona, per bastonare il quale Ilary Blasi attese ben tredici anni, fino a quell’ormai storico “buona vita Fabrizio” scandito dinanzi ad un pubblico in visibilio: se la vendetta è un piatto che va consumato freddo si può dire che Ilary Blasi sia una vera e propria “artista del gelato”.
Non stupisce allora che la conduttrice si sia presa il suo tempo prima di raccontare la propria versione della fine del matrimonio con Francesco Totti, per farlo poi in una miniserie su Netflix che forse a molti non sarà piaciuta ma che ha comunque totalizzato 8 milioni di visite e 5.9 milioni di visualizzazioni, superiore anche a Nuovo Olimpo di Ozpetek (5.2 milioni di ore viste e 2.8 milioni di visualizzazioni).
“Unica, l’ultimo tentativo di fare cassa perché tanto sa che non lavorerà più”. Si, siamo sempre in quello stesso bar allo stesso tavolo con gli esperti di sociologia (evidentemente masticano anche di palinsesti televisivi). La scienza lo chiama bias di conferma, un processo mentale che consiste nel ricercare, selezionare e interpretare informazioni in modo da attribuire maggiore credibilità, a quelle che confermano le proprie convinzioni o ipotesi: ecco, che una grande donna possa rimanere grande anche senza un grande uomo è un concetto che sfida evidentemente il più grande bias di conferma della storia.
Ilary Blasi però, lo abbiamo detto, sa pazientare. Così tra un viaggio a Francoforte (perché, incredibile ma vero, una grande donna può avere anche un nuovo grande amore – sì, anche senza tornare dal grande uomo di cui sopra-) e una sciata con l’amica Michelle Hunziker, ecco che nell’estate 2024 Ilary Blasi torna sul piccolo schermo insieme all’amico Alvin per condurre Battiti Live. Il programma non è certo esplosivo ma gli ascolti premiano il ritorno della conduttrice sebbene, lo abbiamo capito: Ilary Blasi ha finito la sua carriera (si è sempre lui, il bias di conferma).
Ilary Blasi dal Grande Fratello a The Couple
E’ stata sempre Virginia Wolf a dire: “Se ha intenzione di scrivere romanzi, una donna deve possedere denaro e una stanza tutta per sé.”
Be’, Ilary Blasi certo non scrive romanzi (sebbene nelle librerie un certo volume ha fatto recentemente capolino) ma non si può dire che lo spazio che si è presa tutta per sé non le abbia giovato.
E siccome il tempo in fin dei conti, o almeno così si dice, sa esser galantuomo è evidente che alla fine non si potesse che giungere a questo giorno. Il 7 aprile 2025, la giornata in cui (e segnatevelo perché veramente è un consiglio da amici) vi consigliamo di evitare tutti i bar d’Italia.
Quella sera Ilary Blasi tornerà infatti in prima serata con il nuovo reality show targato Mediaset. The Couple, nome che sembra a questo punto quasi una battuta un po’ salace, di quelle con cui Ilary Blasi firma ogni sua conduzione, è il nuovissimo format scelto da Canale Cinque per traghettare il pubblico dalla finale del Grande Fratello all’inizio dell’Isola dei Famosi.
Mentre i concorrenti – tutti rigorosamente a due a due – saranno costretti a una convivenza forzata, affrontando imprevisti e strategie per vincere e difendere un ricco montepremi, Ilary Blasi vivrà l’ennesimo capito della sua personalissima sfida, non tanto all’insegna dei dati Auditel quanto di una di quelle ataviche lotte a cui l’universo femminile sembra condannato in modo fastidiosamente perpetuo: la gara dell’autodeterminazione.
Se infatti Francesco Totti era Francesco Totti prima Ilary Blasi e lo è rimasto anche dopo, quest’ultima è per qualche motivo stata invitata a dimostrare di esser Ilary Blasi: non la signora Totti, non la consorte dell’ottavo re di Roma, ma Ilary Blasi. E pensare che lei con quel nome si è svegliata tutte le mattina della sua vita, ha fatto un provino per Passaparola, ha condotto programmi, concesso interviste e, là dove proprio non è riuscita a schiavare il proiettile, si è presa anche qualche colpo a bruciapelo, meritato o meno che fosse.
Rivendicare ciò che si è, la propria individualità e, in qualche modo, la propria identità, è un compito squisitamente femminile, un po’ come camminare scomode sui tacchi o fare la fila ai bagni pubblici: se però dai tacchi puoi scendere e i bagni pubblici, ammettiamolo, li schiveremo fin quando la nostra vescica non sarà prossima all’esplosione, la sfida per tenere alto il proprio nome è uno scontro che non scegliamo. In questa lotta veniamo trascinate, ci ritroviamo sul campo di battaglia senza averlo scelto, spesso inconsapevoli di come quello scontro sia anche solo stato concepito.
Un po’ come Churchill nel suo bunker londinese, non resta allora che studiare la situazione e, appunto, imparare ad attendere. Ecco Ilary Blasi in questo è stata veramente un condottiero senza macchia e senza paura: perché il primo passo, in fin dei conti, è proprio esser certe di quel nome, sentirlo proprio, capire che esso sopravviverà, che noi sopravviveremo e che il 7 aprile arriverà, per Ilary e per tutte.
Certo, il giorno dopo meglio evitare i bar. Del resto lo abbiamo capito no? La carriera di Ilary Blasi è finita.