New Music Friday – Le pagelle ai nuovi singoli del 4 aprile 2025: manifesta superiorità di Michele Bravi

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 4 aprile 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web. In questa settimana ricca di uscite, da Michele Bravi a Elodie, da Coez a Venerus, ricordiamo A partire dal 2024, AMI ha scelto di non assegnare […] L'articolo New Music Friday – Le pagelle ai nuovi singoli del 4 aprile 2025: manifesta superiorità di Michele Bravi proviene da All Music Italia.

Apr 4, 2025 - 00:15
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New Music Friday – Le pagelle ai nuovi singoli del 4 aprile 2025: manifesta superiorità di Michele Bravi

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 4 aprile 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.

In questa settimana ricca di uscite, da Michele Bravi a Elodie, da Coez a Venerus, ricordiamo A partire dal 2024, AMI ha scelto di non assegnare voti numerici alle canzoni, preferendo suddividere le nostre impressioni in tre categorie: consigliati, bocciati e le Golden Song, ovvero i brani della settimana da ascoltare assolutamente.

Naturalmente, si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!

Qui un elenco completo delle nuove uscite della settimana, cliccate in basso continua per le pagelle nuovi singoli.

New Music Friday: le pagelle nuovi singoli del 4 aprile

CONSIGLIATI

ELODIE – MI AMI MI ODI

Il nuovo (vecchio) corso di Elodie continua, dopo Sanremo, con un brano dance in perfetto stile ‘popstar internazionale’ che vede la firma alla prod di Dardust, e si sente.

Siamo dalle parti di Red Light e del clubtape pubblicato qualche tempo fa, niente più niente meno, e dire che non sia un brano valido sarebbe un’eresia. Mettilo addosso a una Dua Lipa, fallo cantare in inglese, e diventa una hit clamorosa senza se e senza ma.

Come si sente Dardust nella produzione, si sentono anche le mani di Elisa (soprattutto) e di Jacopo Ettorre alla scrittura. Una supersquadra messa insieme per una super canzone.

Qui l’unico problema, e non certo per questo il brano deve essere bocciato, è legato alla strategia in ottica stadi. Fermo restando che avranno studiato tutto nei minimi dettagli, ci mancherebbe, la domanda da esterni è se siamo proprio sicuri che tornare con l’ennesimo brano dance che non aggiunge nulla all’artista sia la scelta giusta.

Lo scopriremo a breve, anche grazie all’uscita dell’album il prossimo 2 maggio.


CORDIO – LATTE E BISCOTTI

Cordio sa scrivere come si deve fare nel 2025 se sei un cantautore dalle venature indie/itpop.

Siamo di fronte a una ballatona romantica che rimanda quel mondo e a quel sound che potremmo definire ‘da picnic primaverile’.

Immaginate una domenica con gli amici su un prato. A un certo punto il cantante del gruppo (c’è sempre il cantante del gruppo) prende la chitarra e fa questa canzone spensierata che parla di una storia d’amore appena nata che potrebbe lasciarti fregato, però la vivi lo stesso perché che fai, te ne privi?

Ecco, Latte e Biscotti è questa cosa qui. E’ un mondo che puoi quasi toccare con mano e visualizzare con la mente.


MATTEO PAOLILLO – SOTTO LA PELLE

Diventato famoso con la sigla di Mare Fuori, Matteo Paolillo sta tentando di trovare la sua dimensione tra musica e serie tv e, ascoltando questo brano, possiamo dire che la strada sia ancora lunga.

La canzone non è brutta, è solo una delle tante che non ha un’identità chiara. Non viene spontaneo pensare “ah guarda questo è sicuramente Matteo Paolillo“.

Canzone pop con dei rimandi chiari ad alcune delle canzoni pre-sanremesi di Fedez, produzione che si accosta facilmente a quella di Panico di Lazza per dare un riferimento ancora più chiaro.

Nulla di clamoroso ma, tutto sommato, si lascia ascoltare.


COEZ – TI MANCA L’ARIA

In radio andrà fortissimo, Coez è una certezza quando si tratta di mescolare indie, accenni di rap (lui nasce rapper ricordiamolo) e puro pop.

Il tema, anche per lui come per tanti in questo periodo, è una relazione, un amore finito con lui che parla a lei e cerca spiegazioni.

E’ una di quelle canzoni che possono essere imparate a memoria e cantate a squarciagola ai concerti. Dovesse succedere, Coez avrebbe spianato perfettamente la strada per l’arrivo del suo prossimo album e ne avrebbe bisogno dato che i singoli precedenti non sono andati fortissimo.

Questo qui ha più chances, si gioca nella comfort zone.


VENERUS – TI PENSO

La canzone si apre con un Venerus inedito, in formato rapper anni 90, con un incedere quasi simile a quello di Coez. Anche la voce sembra la sua nella prima strofa ma, per fortuna, si arriva al ritornello e da lì esce fuori il timbro inconfondibile.

L’elemento principale in questo brano dalle sfumature hip-hop e R&B è il pianoforte, suonato dallo stesso Vinnie, che sovrasta tutto il resto fin da subito.

Non è mai facile riadattare in chiave moderna questo tipo di suoni ma lui ci è riuscito con maestria, narrando un testo nostalgico e dedicato a una persona che ha indubbiamente fatto parte del suo passato.

Un ottimo ritorno dopo anni di attesa di un nuovo progetto e solo featuring mirati, come quelli negli album di Mace.


KIMONO – NIENTE DI NOI

Sofia Tornambene ha vinto X Factor, è rimasta ai margini, ha provato a entrare nella scuola di Amici e non è riuscita, battuta da Chiamamifaro.

Adesso torna con un nuovo singolo in cassa dritta e autotune usato molto bene, nonostante il fatto che lei non ne ha per nulla bisogno.

La canzone parte piano e poi cresce con l’aggiunta di elementi sonori che ampliano l’esperienza d’ascolto in cuffia. Il ritmo resta quella ma la sensazione di totale apertura è palese dal secondo ritornello in poi, con anche un effetto vocale in chiusura realizzato presumibilmente con il vocoder (quello dei Daft Punk per intenderci).

Non si ascolta tutti i giorni una produzione fatta in questo modo ed è un bene, bisogna valorizzare questo brano per quanto in apparenza possa sembrare difficile.


MIMI’ – BROOKLYN

Signori, abbiamo una ‘cucciola’ di Normani che si fonde a Mary J. Blige in salsa italiana, e non è male per niente.

Anche in questo caso prevale la voglia di R&B, e direi. La voce di Mimì è perfetta per questo stile, il brano sembra uno di quelli di una serie tv in cui si racconta la storia di un ghetto newyorkese.

Manca solo un elemento per rendere il brano perfetto: un coro gospel. Ci sono parti del brano in cui sembra tutto apparecchiato per ascoltare un bel coro gospel fatto bene e si rimane, invece, quasi a bocca asciutta ma poco importa.

Alla fine della fiera il pezzo merita e, tra l’altro, c’è anche un elemento di sviluppo rispetto al passato che è il momento rap. Mimì fa anche rap e lo fa benissimo, è super credibile e non perde smalto.

Brava, la strada è quella giusta.


ALESSANDRA AMOROSO – COSE STUPIDE

Alessandra Amoroso diventa per un attimo Alessandra Pre-estatoso. Il nuovo brano è una hit estiva sulla falsariga di cose tipo L’Esercito del Selfie o La Dolce Vita, quindi con suoni che rimandano agli anni 60, camuffata da brano pop primaverile in attesa della vera hit estiva.

Una canzone che richiama leggerezza, giornate soleggiate, spensieratezza e che, di sicuro, accompagna la gente bene in macchina mentre si ascolta la radio.

Sembrano passati anni luce dai tempi in cui, a Sanremo, presentava la sua parte più sensibile, una ballad di indiscusso valore. Si torna a sorridere con un brano leggero e senza pretese che farà di sicuro bene ovunque (tranne Spotify, probabilmente).


DECI – METROPOLI

Metropoli non è solo il titolo della canzone, bensì anche il nome di un intero progetto discografico che proprio oggi ha visto la luce e a cui bisogna dare un ascolto per farsi un’idea di quale sia lo stile di questo ragazzo.

Nello specifico di questo brano, siamo di fronte a una base con suoni elettronici anni 80 che, però, negli ultimi anni hanno vissuto e stanno vivendo una seconda o anche terza vita grazie al lavoro fatto da gente come i The Kolors.

Non immaginate, però, Metropoli come un brano alla Italodisco o altro di simile, l’unica cosa che accomuna le cose sono i singoli suoni elettronici e il ritmo della cassa, fine.

Ogni tanto la voce ‘scappa’ dalla base e la sovrasta, poi però torna sulla retta via e si mescola bene a tutto il resto.

Non uno di quei brani memorabili ma comunque il lavoro fatto è valido.


RAIA – OCEANI DI PAROLE

Tempo fa Raia si fece conoscere per aver prodotto un brano in cui denunciava la situazione deficitaria della discografia in modo chiaro, netto e senza fronzoli.

Sono passati anni e Raia ha messo da parte l’ascia di guerra per raccontare una storia diversa, una storia d’amore passata e narrata nel corso di una notte stellata.

Una ballad camuffata da uptempo in cui sembra di sentire una versione rivista e corretta di un Gatto Panceri d’annata su una base che andrebbe bene per i Pinguini Tattici Nucleari. Molto bello il ritornello, un po’ di criticità sul cantato nelle strofe ma, nel complesso, il brano merita un ascolto.

Clicca in basso su continua per scoprire Golden song e bocciati delle pagelle nuovi singoli del 4 aprile.

PAGELLE NUOVI SINGOLI – Bocciati

DARGEN D’AMICO FEAT JAKE LA FURIA & MASSIMO PERICOLO

In questo brano ci sono tre pezzi da 90 del rap italiano che cantano su una base di Gabry Ponte e, nonostante questo, manca tutto il mordente che una squadra del genere potrebbe e dovrebbe metterci.

La base è dance in perfetto stile Gabry Ponte, quindi immaginatevi Tutta L’Italia ma con un testo diverso, mentre il testo dei tre rapper vuole analizzare i cambiamenti nel corso del tempo nelle loro vite.

Un testo quasi introspettivo che si fonde a una base tutta da ballare e, nonostante questo, manca l’anima nelle parole rappate dai protagonisti.

E’ un pezzo, permettete il termine, ‘facilotto’. Non vuol dire che nel suo genere non abbia una sua dignità ma, in un epoca dove c’è e si sente forte la necessità di novità questa canzone non regala nulla di nuovo.

Nessun guizzo musicale di rilievo da parte di Ponte, nessuna frase iconico o rilevante nella scrittura di D’Amico, La Furia e Pericolo.

Sarà una hit nonostante tutto? Probabile.


LUCA RE – BOCCATA D’AMORE

Ragazz* ormai è diventata una richiesta quasi disperata: non cantate più in corsivoe. All’inizio poteva essere carino, interessante, adesso non è più così.

Questa canzone di Luca Re è la rappresentazione plastica delle lezioni di corsivoe di Elisa Esposito con una spruzzata musicale di R&B che si fonde all’urban.

Altro problema, enorme, è che ascolti lui ma ti sembra di sentire gIANMARIA. Manca tutto in questa canzone, confidiamo nella prossima perché la scrittura, se andiamo a vedere bene, non è malvagia.

Le basi sono buone, ottime, quindi c’è una prospettiva.


OBI – LA PIOGGIA UCCIDE

Amico mio qui c’è bisogno di lavorare sul canto e sulla riconoscibilità. Sembra di sentire un Coez alle prime armi con riferimenti al Tananai di Piccola Gaber (brano contenuto in Rave, Eclissi) su una base alla Alfa.

Insomma, un mix di tante cose che, però, non viene supportato da una presenza forte a livello artistico. Si sente, si capta, si percepisce subito che OBI vuole fare il brano catchy, quello di facile impatto anche (magari) per le radio ma siamo lontani anche per un altro motivo: mix e mastering.

La voce sovrasta spessissimo la base, sembrano due tracce scollate e non in sinergia. Il testo, poi, carino per com’è buttato giù ma questa fantomatica storia che lega pioggia e sigarette viene quasi banalizzata. Una delle tante storielle d’amore raccontate in una canzone.

Si poteva fare decisamente di più, si poteva creare un mondo fantastico pieno di riferimenti ed elementi diversi, giocando con due cose che tutto sono tranne che esseri umani.

Si può fare di più, anche per OBI.


IRENE GRANDI – FAVOLE

Irene Grandi torna con una ballad in cui si racconta una storia d’amore passata piena di parole buttate al vento, di finzione, di favole per l’appunto.

La solita intensità nella voce, la solita forza nel raccontare le storie ma, nel complesso, un po’ debole sul fronte originalità. Anche in questo caso siamo di fronte a una di quelle canzoni dal sapore di ‘l’ho già sentita da qualche parte’.

La voce è sempre quella, lo abbiamo detto, intensa e forte, però manca quel mordente più generale che abbiamo sempre trovato nell’anima rock di questa grande cantante.

Irene Grandi è capace di fare molto ma molto di più, lo ha già dimostrato e siamo sicuri che tornerà a dimostrarlo presto. Su questo brano, però, le sensazioni sono contrastanti ma alla fine prevale quella negativa.


LEO GASSMANN – E POI SEI ARRIVATA TU

Questo ragazzo subisce troppo il peso del cognome che porta, da anni, senza motivo. E’ bravo, riconoscibile, stiloso e, soprattutto, non fa quel brutto esercizio di cercare di copiare qualcuno.

Si capta che fa le cose che vuole fare cercando di essere se stesso e questo è un plus non da poco.

Detto ciò, il brano finisce nella categoria dei bocciati davvero per poco, per colpa del testo. Banale, troppo banale questo racconto di una storia d’amore che, a tratti, diventa stucchevole nel suo ricercare troppo la vena indie.

Non è brutta ma manca nel testo la stessa voglia di emergere che ha Leo Gassmann, diventa troppo mielosa. Il riferimento a Disneyland è calzante, dato che potrebbe essere la canzone che Aladdin può cantare sul tappeto volante a Jasmine.

Troppi occhi a cuoricino, eccessivamente a cuoricino. Ci vuole equilibrio, un po’ come in Terzo Cuore per intenderci.

PAGELLE NUOVI SINGOLI 4 aprile 2025: GOLDEN SONG

NICCOLO’ FABI – ACQUA CHE SCORRE

Il solito, inconfondibile, Fabi con lo stile quasi etereo che lo contraddistingue e lo erge sopra la massa. La sua chitarra risulta essere sempre l’elemento chiave delle produzioni, al pari della voce che scandisce parole taglienti.

Parole e frasi che, questa volta, mirano a far capire meglio il tema dell’ambientalismo e tutte le bellezze che la terra ci dona. Una denuncia forte e chiara che non risparmia nessuno.

“Lo sanno tutti, forse è già tardi”.

Parole emblematiche su quanto tempo è stato perso prima di pensare di dovere preservare e salvare il luogo dove viviamo.


MARRACASH – LEI

Quante volte, in questi mesi, l’abbiamo ascoltata sui social non è neanche calcolabile. Infinite, probabilmente.

Adesso il King del rap italiano ha deciso che LEI deve respirare anche fuori dal piccolissimo schermo e trovare una nuova forma di espressione come nuovo singolo estratto dall’album e la scelta ci sta.

E’ il momento giusto per tornare a parlare di questo brano troppo spesso interpretato male dalla viralità che, specialmente le ragazze della GenZ, gli hanno riservato.

Mal interpretato perché in molti video le ragazze fanno riferimento alla prima strofa, quella di apertura dove si racconta di una donna non rifatta, naturale e nonostante questo perfetta.

Il testo, in realtà, non racconta quel modello femminile, bensì parla di una donna dei sogni, che non può esistere nella realtà, e che porta a riflettere su quanto sia stata venduta una realtà fittizia in cui, per forza, bisogna trovare l’anima gemella.

Le relazioni, però, non sono sempre rose e fiori e i momenti di accettazione di alcune mini-crisi, di alcuni lati caratteriali e di alcune caratteristiche vanno messi in conto.

L’anima gemella, quella dei film, non esiste e Marra lo racconta bene in questo brano.


NEFFA FT IZI – CANERANDAGIO

Sette giorni fa il padre del rap old school era tornato con Littlefunkyintro e aveva fatto capire benissimo le sue intenzioni: dominare la scena nel 2025.

A distanza di sette giorni arriva quest’altro pezzone di altissima qualità stilistica e musicale, con un IZI in forma smagliante e con delle rime costruite con una lena d’altri tempi.

Si parte dal buon vecchio R&B che si fonde all’hip hop dove Neffa rappa ma non dimentica di essere un grande cantante e di sapere melodizzare benissimo, tant’è che ci regala un ritornello catchy, che entra in testa e fai fatica a dimenticare.

Le due voci, le due generazioni si mescolano bene ed è più IZI che si adegua allo stile di Neffa, uno dei pochi della nuova scena in grado di poterlo fare con grande credibilità.

Se queste sono le (due) premesse, l’album è destinato a diventare una pietra miliare del genere.


MICHELE BRAVI – LO RICORDO IO PER TE

Manifesta superiorità di Michele, e non solo questa settimana. Fine.

A parte tutto, stiamo parlando di qualcosa che definire semplicemente ‘canzone’ sarebbe riduttivo perché questo è un racconto che ti arriva dritto in faccia come uno schiaffo fortissimo, uno di quelli che ti sveglia.

La storia dei suoi nonni, una storia che potrebbe appartenere a migliaia di altre famiglie, portata alla luce con la giusta dose di dolcezza, empatia e delicatezza come solo i grandi, i giganti della scrittura e della musica sanno e possono fare.

Michele Bravi è in questa categoria, e non da oggi, ma molto spesso lo dimentichiamo. Poi, all’improvviso, torna e ce lo ricorda in questo modo.

Non si può e non si deve aggiungere nient’altro, dice tutto questa perla rara.

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