Baustelle festeggiano 25 anni di musica con ‘El Galactico’: “Abbiamo ancora molte cose da dire!”
Un’insegna al neon apparsa durante una sera milanese diventa scintilla creativa per "El Galactico", il nuovo album dei Baustelle L'articolo Baustelle festeggiano 25 anni di musica con ‘El Galactico’: “Abbiamo ancora molte cose da dire!” proviene da imusicfun.

Un’insegna al neon apparsa durante una sera milanese diventa scintilla creativa per un intero album; così nasce El Galactico, il nuovo lavoro discografico dei Baustelle, uscito il 4 aprile per BMG, che segna il ritorno della band toscana con un disco profondamente ispirato all’immaginario lisergico e luminoso della California di metà anni Sessanta. Un viaggio sonoro che mescola psichedelia, folk-rock, armonie vocali, melodie brillanti e temi drammaticamente attuali. Qui il link per l’acquisto di una copia fisica.
«Gli anni ’60 erano caratterizzati da suoni iconici. Da ascoltatore quel breve periodo mi ha sempre affascinato, ma non era mai entrato in maniera massiccia in un disco dei Baustelle. Mi è sembrava giusto attingere da lì. Era il giusto contrasto: brillante, scintillante, solare. Il suono del momento in cui tutto sta per cominciare. Questo sound ha una propulsione positiva su storie che non hanno niente di positivo», racconta Francesco Bianconi.
Dopo Elvis, pubblicato nel 2023 e segnato da un ritorno alla matrice rock della band, Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini proseguono nel loro percorso di esplorazione sonora con un’opera che affonda le radici in un’epoca musicale dorata – quella dei Byrds, dei Beach Boys, dei Doors – ma che si propone di restituire tutto ciò in chiave contemporanea, evitando nostalgie e sterilità revivalistiche. «Il disco non suona vecchio. Le canzoni parlano al presente, ma devono avere la forza di esserci sempre», sottolinea ancora Bianconi. «I testi sono stati scritti in un periodo molto ristretto, a differenza delle musiche, che nascono sempre prima e richiedono una diversa attenzione. Ormai i testi si scrivono da soli, se si segue la propria sensibilità».
El Galactico è un disco che vibra di energia, luce, ritmo e intuizioni liriche che lo rendono uno dei lavori più accessibili e al tempo stesso più densi della discografia dei Baustelle. Le dodici tracce riflettono un mondo in crisi eppure ancora capace di bellezza, alternando struggimento e speranza, introspezione e tensione sociale. Un contrasto che da sempre rappresenta il cuore della poetica della band.
Il disco si muove su una linea narrativa immaginaria, quella di un film mentale ambientato in una Los Angeles che non esiste, ma che risuona con forza nelle atmosfere sonore e nelle suggestioni visive che i Baustelle riescono a evocare. Tra i temi affrontati emergono con forza le contraddizioni del nostro tempo: i social e la loro capacità di amplificare la violenza in Una storia, la mercificazione del corpo e dell’identità in Filosofia di Moana, la malinconia della provincia italiana in Pesaro, e ancora l’amore, l’abbandono, il desiderio, le fragilità contemporanee.
«Lei era la regina della bellezza nell’età della mercificazione, aveva un’eleganza rara. È l’unica eroina del mondo squallido del porno. Moana era un vero simbolo, la Monnalisa del mondo del porno. Parlava a un mondo più pornografico e ipocrita di lei», spiega Bianconi.
Anche sul fronte della produzione il lavoro si arricchisce di nuove sfumature grazie al coinvolgimento di Federico Nardelli, che affianca la band in un’operazione capace di tenere insieme artigianato musicale e sensibilità pop. «Federico Nardelli è un producer, ma anche un musicista. Mi serviva qualcuno che non fosse me, che lavorasse per attualizzare il suono concentrandosi su basso e batteria».
A coronare questo importante ritorno discografico, i Baustelle celebrano i 25 anni di carriera con una serie di eventi speciali. Primo fra tutti El Galactico Festival, due giornate – l’1 e il 2 giugno – all’Anfiteatro Ernesto de Pascale di Firenze con ospiti selezionati direttamente dalla band. Artisti emergenti, podcast live, dj set e concerti inediti costruiti intorno allo spirito che ha animato il gruppo fin dai suoi esordi. Ogni serata vedrà una scaletta diversa, con ospiti segreti e reinterpretazioni speciali in cui i Baustelle faranno anche da backing band.
«Abbiamo cominciato a lavorare al disco e capito che sarebbe stato bello anche un Festival celebrativo, anche un evento di rivendicazione del fatto che possa esistere musica e musica. Ci sono artisti giovani che si sbattono per proporre musica non usuale e che credono in forme di promozione alternative. Vorrei fosse uno spazio aperto a ogni declinazione di musica popolare. Crediamo molto in questo progetto.», ha dichiarato Bianconi.
Il tour estivo El Galactico Summer Live attraverserà l’Italia con dieci date, da Bologna a Bellaria Igea Marina, passando per Genova, Perugia, Palermo e altri festival. Il grande finale sarà nei palazzetti: il 5 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma e il 12 dicembre all’Unipol Forum di Milano, per due concerti che rappresentano la celebrazione definitiva di un percorso artistico coerente, in continuo mutamento, ma sempre fedele alla propria visione. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
«Abbiamo queste due date in cui spegneremo le candelina. Ci siamo ancora, facendo dischi nuovi e non riedizioni. Abbiamo ancora molte cose da dire. Inauguriamo i prossimi 125 anni. Vorrei poi sottolineare che i due live nei palasport saranno a sé stanti rispetto agli altri», affermano.
Anche l’artwork ha un ruolo centrale: «È un’opera di Gianluca Fracassi», precisa la band.
Chiude l’album Non è la fine, uno strumentale che riassume e rilancia l’immaginario Baustelle. «Una sorta di gioco, un doppio finale. Una dichiarazione d’amore verso certi gruppi che negli anni ’90 rendevano omaggio al cinema», commentano.
In un’epoca musicale dominata dall’omologazione, i Baustelle continuano a rappresentare una voce fuori dal coro, un’idea di musica che non ha paura di divergere, di toccare nervi scoperti, di raccontare la realtà con uno sguardo poetico e disincantato. «Far parte di una band è sempre faticoso. Senza un progetto definito… non dura niente. Non basta il talento, ma tutto va coltivato nel tempo. Tutti noi siamo ego-maniaci, ma allo stesso tempo siamo curiosi! Però non è necessario durare 25 anni», dice Bianconi con ironia e lucidità.
El Galactico non è solo un album, ma una dichiarazione di intenti, una mappa per resistere creativamente al presente e per sognare – ancora – nuove traiettorie; un vero proprio manifesto per i Baustelle.
Francesco Bianconi parla anche della canzone scritta per Patty Pravo, Ho Provato Tutto. «È nata semplicemente perché lei me l’ha chiesta. Lei è leggendaria. È un onore e avrei voluto scrivere brani per lei da sempre. Lei è contenta del risultato e io sono felice come un bambino. Suona vera, questo è un vestito che le sta bene».
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