Michele Bravi e “Lo ricordo io per te”: un pugno allo stomaco che la discografia non ha saputo ascoltare

Ho ascoltato Lo ricordo io per te di Michele Bravi. Sottolineo ho ascoltato perché questo brano è accompagnato anche da uno splendido cortometraggio diretto dallo stesso Bravi con Lino Banfi e Lucia Zotti, che dà ancora più forza alla canzone e al suo racconto. E parlo di racconto e non di messaggio, perché questa canzone […] L'articolo Michele Bravi e “Lo ricordo io per te”: un pugno allo stomaco che la discografia non ha saputo ascoltare proviene da All Music Italia.

Apr 4, 2025 - 00:15
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Michele Bravi e “Lo ricordo io per te”: un pugno allo stomaco che la discografia non ha saputo ascoltare

Ho ascoltato Lo ricordo io per te di Michele Bravi. Sottolineo ho ascoltato perché questo brano è accompagnato anche da uno splendido cortometraggio diretto dallo stesso Bravi con Lino Banfi e Lucia Zotti, che dà ancora più forza alla canzone e al suo racconto.

E parlo di racconto e non di messaggio, perché questa canzone non ha la pretesa di rappresentare nessuno e nessuna realtà se non la storia, unica come tutte, dei nonni di Michele. È una cosa che va sottolineata a mio avviso onde evitare polemiche.

Questa canzone nasce come dovrebbero nascere tutte le canzoni che esulano dal concetto di “far divertire”. Nasce da un’esigenza: quella di raccontare la storia d’amore dei propri nonni. Una storia d’amore che, ad un certo punto, incontra un grosso ostacolo… l’Alzheimer.

E così, quando nonna Graziella inizia a dimenticare, tocca a nonno Luigi ricordare per due. Tocca a lui aggrapparsi all’amore per vivere, e soffrire, per entrambi.

Lo ricordo io per te fa parte di quelle canzoni che restituiscono, a mio parere, dignità alla musica. Chi di noi non ha sognato di poter mettere per iscritto, in un libro, in un film o in musica, una storia importante, un pezzo della propria vita? Michele Bravi in questo senso è un privilegiato perché ha talento. E ne ha tanto. E questo gli permette di farlo e raccontarci la storia dei suoi nonni.

Perché viviamo tempi in cui dobbiamo ricordare che lo straordinario sta nelle storie semplici delle persone comuni e non negli amori da gossip delle star.

Dal petto alla pancia: michele bravi – lo ricordo io per te

Ho iniziato ad ascoltare questo brano come una persona che sta facendo il suo lavoro, ovvero quello di divulgatore musicale. Sono partito ascoltando di testa e ho finito per ritrovarmi ad ascoltare di petto e di pancia. Che poi è quello che dovrebbe accadere quando si ha a che fare con la musica, ma che – almeno a me – capita sempre più di rado.

Solo dopo aver ascoltato la canzone ho guardato anche lo splendido cortometraggio che lo accompagna. Non volevo essere influenzato dalle immagini che, si sa, hanno altrettanta forza dei suoni. Quelle immagini hanno aggiunto profondità alla canzone e reso la botta emotiva ancor più forte, è vero, ma è stata la canzone a prendermi a pugni nello stomaco.

da Sanremo alla discografia

Dopo il secondo ascolto, l’essere umano ha lasciato spazio al cinico divulgatore di musica, che si è fatto delle domande.

Per chi non lo sapesse, questo brano è stato presentato al Festival di Sanremo 2025, ma non è stato scelto. Da quanto scritto da Bravi, questa esclusione ha portato alla fine del suo rapporto con la major discografica con cui pubblicava dischi dal 2015.

Sul Festival non ho molte riflessioni da fare. Sanremo è un mosaico complesso, fatto di televisione e musica, con solo 20 o 30 caselle disponibili. Un mosaico che, al contrario di quanto dichiarano tutti i direttori artistici, non si basa solo sulla qualità delle canzoni, ma tiene conto dello show televisivo, degli argomenti trattati, della notorietà dei cantanti, dell’hype del momento, e deve necessariamente coprire caselle diverse per accontentare un po’ tutti.

E oltretutto la casella del brano emotivo a forte impatto, che affronta un tema simile, quest’anno era già occupata.

abbiamo un problema…

No, a preoccuparmi non è il Festival ma la chiusura di un contratto di fronte a un brano di tale potenza. Un progetto articolato che prevede, oltre alla canzone e al cortometraggio, anche un romanzo.

Mi preoccupa il fatto che non ci sia più spazio per le canzoni e le storie, nella continua ricerca bulimica di risultati. Non sono un sognatore: so benissimo che le discografiche sono aziende con dipendenti da stipendiare e obiettivi di budget da raggiungere. Ma è altrettanto vero che pubblicano anche così tanta musica usa e getta – che porta un sacco di soldi – da potersi permettere di investire su progetti di livello artistico, o di differente livello artistico, se solo lo volessero.

Non è un caso che artisti come Michele Bravi, capaci di muoversi anche nel pop più leggero ma davvero unici nel raccontare storie, trovino sempre più spazio nelle etichette indipendenti. Per far arrivare una canzone come Lo ricordo io per te servono persone che siano pronte a credere e combattere. Perché le canzoni come questa, quando vengono ascoltate, non passano mai inosservate. Possono non piacere, possono far distogliere lo sguardo da chi non vuole confrontarsi col dolore, ma difficilmente lasciano mai indifferenti.

michele bravi e La poesia nei tempi del consumo veloce

Così è stato anche per l’ultimo disco di Bravi, Tu cosa vedi quando chiudi gli occhi. Un disco a suo modo sfortunato, contenente troppa poesia per i tempi veloci in cui viviamo e, soprattutto, per il modo veloce con cui consumiamo (e dimentichiamo) le canzoni.

La sensazione che mi è rimasta addosso dopo l’ascolto – sensazione di chi con la musica ci deve avere a che fare per lavoro – è un misto tra speranza e amarezza. Speranza che ci siano ancora persone disposte a raccontare storie e farlo bene. Amarezza che questo oggi sia considerato qualcosa di raro e non la natura stessa del cantautorato italiano.

L’ascoltatore puro che c’è in me, invece, ha vissuto tutto in maniera più naturale. Nessuna riflessione cervellotica. Ha detto semplicemente finalmente e si è ricordato di qualcosa che ha pensato qualche settimana fa, guardando la serie Netflix Adolescence: “Perché non ci sono più canzoni che mi arrivano come un pugno allo stomaco, nel bene e nel male, nella gioia come nel dolore, come questa serie TV?”

Ed è arrivata Lo ricordo io per te di Michele Bravi, con il suo testo perfetto e quell’arrangiamento maestoso che ha come punto di riferimento il Maestro Morricone, a dare la risposta.

Importante: Il progetto Lo ricordo per te è al fianco di Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer Onlus (Alla Ricerca di un Domani Senza Alzheimer) che promuove su scala nazionale la ricerca medico-scientifica sull’Alzheimer. Per donare www.airalzh.it


Michele bravi lo ricordo io per te – testo

Lo ricordo io per te
Il profumo di campagna quando ti ho incontrata
che fuori c’era il suono della guerra
E noi nascosti sotto una coperta

Mi ricordo io la nostra prima casa
Pochi soldi e tu che lavoravi in fabbrica
E ricordo quando ti portavo al cinema
E ti nascondevi dentro la mia giacca

Quando mi hai detto
Che avevi paura
Che stavi perdendo la traccia degli anni smarrendo i ricordi
Ma me l’hai promesso
Che anche avresti provato
A non cancellare il mio nome
A rendere eterno il passato

Se
E se piovesse il tempo sulla tua memoria
E anche se
Non ti ho mai chiesto scusa
Tu adesso
Dammi le mani e poi
Sussurrami un tuo bacio
Per ritrovarsi nelle impronte del passato
Se anche tu adesso non ricordassi più
Io
Lo ricorderò per te

Io mi ricordo
Quando eri distratta mordevi la lingua
Me lo ricordo
Quel walzer lentissimo sotto la pioggia
Ricordo la piazza
L’odore del pane
Ricordo l’amore
La bellezza di invecchiare insieme a te

Che disfino anche il cielo
Cancellino completamente il mare
Perché nessuno potrà mai impedire a me di ricordare
La mia vita insieme a te

Se sta già piovendo il tempo sulla tua memoria
E anche se, anche se, anche se
Non ti ho mai chiesto scusa
Tu adesso
Dammi le mani e poi
Sussurrami un tuo bacio
Per ritrovarsi nelle impronte del passato
Se anche tu non ricordassi più

Ogni momento
Ogni dettaglio
E questo tempo che per forza ci ha cambiato
Lo ricordo io per te
Lo ricordo io per te

Ora che ti guardo e non mi riconosci
Sei nascosta nella nebbia che hai negli occhi
Ma non preoccuparti che
Lo ricordo io per te

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