Stati Uniti, niente paura: guida ai viaggi nell’era Trump

Il caso mediatico è scoppiato a marzo, quando il governo tedesco ha messo in guardia i propri cittadini in procinto di partire per gli Stati Uniti, dopo che diversi cittadini tedeschi erano stati respinti o arrestati. In quei giorni, i giornali di tutto il mondo hanno approfondito il tema, parlando di un numero crescente di casi e intervistando le presunte vittime della campagna di “controlli rafforzati” pubblicizzata dell’amministrazione Trump. Continue reading Stati Uniti, niente paura: guida ai viaggi nell’era Trump at L'Agenzia di Viaggi Magazine.

Apr 2, 2025 - 11:15
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Stati Uniti, niente paura: guida ai viaggi nell’era Trump
Stati Uniti, niente paura: guida ai viaggi nell’era Trump

Il caso mediatico è scoppiato a marzo, quando il governo tedesco ha messo in guardia i propri cittadini in procinto di partire per gli Stati Uniti, dopo che diversi cittadini tedeschi erano stati respinti o arrestati. In quei giorni, i giornali di tutto il mondo hanno approfondito il tema, parlando di un numero crescente di casi e intervistando le presunte vittime della campagna di “controlli rafforzati” pubblicizzata dell’amministrazione Trump.

Anche titolari di permessi di residenza permanente (Green Card) e cittadini naturalizzati sono stati fermati per ulteriori interrogatori e perquisizioni. E allora, come comportarsi per superare senza problemi i controlli per l’ingresso negli Stati Uniti? Quali sono i diritti dei viaggiatori alla frontiera? Le perquisizioni di dispositivi e bagagli è legale? Ecco alcune cose da sapere, secondo il New York Times, prima di arrivare negli Stati Uniti come turista, residente regolare o cittadino.

L’ABC DEL VIAGGIATORE

Coloro che cercano di entrare negli Stati Uniti che non sono cittadini statunitensi devono avere un passaporto valido e con una scadenza superiore ai sei mesi. Inoltre, la maggior parte delle persone ha bisogno di un visto o, per i cittadini dei Paesi che partecipano all’accordo di viaggi senza visto, di un documento elettronico per l’autorizzazione al viaggio, noto come Esta (Electronic System for Travel Authorization). Gli Esta devono essere richiesti online, inviando una foto (o una scansione al computer) di un passaporto valido, un indirizzo e-mail, un indirizzo di casa, un numero di telefono e un contatto di emergenza.

Per i cittadini dei Paesi che non fanno parte del programma senza visto, la maggior parte delle verifiche per i visti avviene presso i consolati nei Paesi di origine dei visitatori, ha spiegato Jeff Joseph, un avvocato di Denver specializzato in immigrazione. Il visto e l’Esta sono solo documenti di ingresso per portare le persone all’aeroporto o a un confine terrestre, ha affermato Joseph: non garantiscono l’ingresso negli Stati Uniti. Una volta arrivato, il viaggiatore deve dimostrare di voler utilizzare il visto come indicato.

I funzionari dell’immigrazione faranno domande di routine, solitamente riguardanti lo scopo della visita, la durata del soggiorno, dove i viaggiatori hanno intenzione di soggiornare e cosa intendono fare. I visitatori possono essere chiamati per un secondo giro di domande, che è più lungo e dettagliato.

VISTI PIÙ COMUNI PER I VISITATORI

Gli Stati Uniti hanno tre categorie di visti per non immigranti: un visto per coloro che vogliono entrare temporaneamente per motivi di lavoro, noto come B-1; un visto turistico, noto come B-2; un visto combinato per entrambi gli scopi, un B-1/B-2. Mentre i visti stessi sono validi fino a un decennio, ai visitatori è consentito soggiornare nel Paese solo per sei mesi al massimo.

Ai viaggiatori con visto turistico non è consentito studiare, lavorare in modo permanente, fare spettacoli retribuiti, arrivare come membri di un equipaggio su un aereo o una nave, lavorare nella stampa estera o prendere la residenza permanente, secondo il dipartimento di Stato. I funzionari al confine, afferma il dipartimento, «hanno l’autorità di consentire o negare l’ingresso negli Stati Uniti».

VIAGGIARE CON L’ESTA

Il programma di esenzione dal visto, che consente alla maggior parte dei cittadini di recarsi negli Stati Uniti per motivi di lavoro o turismo per un massimo di 90 giorni, si applica a 43 Paesi, tra cui l’Italia. In cambio, i cittadini statunitensi possono recarsi in questi Paesi per un periodo di tempo simile senza visto. Il programma è iniziato nel 1986 ed è visto come una “partnership di sicurezza” con gli alleati degli Stati Uniti. L’Esta deve essere ottenuto almeno 72 ore prima di imbarcarsi su un volo e dura due anni.

Non è possibile ottenere l’Esta se si sono visitati determinati Paesi dopo determinati periodi, come Cuba a partire dal 12 gennaio 2021 e l’Iran dal primo marzo 2011. Se non si è idonei per l’Esta, è necessario ottenere un visto turistico. A coloro che entrano negli Stati Uniti con l’Esta non è consentito né studiare, né lavorare.

STESSE REGOLE, TOLLERANZA ZERO

Secondo l’American Civil Liberties Union (Aclu), organizzazione per la difesa dei diritti civili e delle libertà individuali, i funzionari di frontiera degli Stati Uniti «hanno ampia discrezionalità» nel negare l’ingresso. Tale decisione può essere presa in base al sospetto che una persona stia entrando nel Paese per uno scopo diverso da quello indicato sul visto o sull’Esta: per esempio, se ha un visto turistico, ma sembra avere l’intenzione di lavorare. «Abbiamo visto persone trattenute solo per aver detto di essere ‘disponibili a lavorare’ su LinkedIn», ha affermato Michael Wildes, l’avvocato per l’immigrazione del New Jersey che si è occupato della pratica della first lady Melania Trump, nata nell’allora Jugoslavia, oggi Slovenia.

Cheryl David, un’avvocata di New York City specializzata in immigrazione, ha sottolineato che non sono cambiate le regole per entrare negli Stati Uniti, ma ha detto che ora c’è una chiara «politica di tolleranza zero». Quest’anno, Becky Burke, una turista britannica di 28 anni, ha detto di essere stata fermata al confine degli Stati Uniti, dove arrivava per un work-exchange trip: avrebbe svolto le faccende domestiche in cambio di un alloggio gratuito. Nonostante la mancanza di un compenso economico, la fattispecie può essere inquadrata come un impegno di lavoro, con la conseguente violazione dei termini di un visto turistico. Burke è stata trattenuta per 19 giorni, prima di essere rispedita in Gran Bretagna. Mentre la detenzione di potenziali turisti è rara, i rimpatri a causa di documenti di viaggio errati non lo sono.

BAGAGLI E DISPOSITIVI ELETTRONICI

Se insorgono dubbi sui documenti di viaggio dei passeggeri, gli ufficiali di frontiera possono sottoporli a ulteriori controlli e a quel punto possono essere ispezionati bagagli e dispositivi elettronici, come computer portatili e cellulari. Anche i titolari di green card e i cittadini naturalizzati possono essere soggetti a ulteriori controlli. Ai cittadini statunitensi e ai residenti permanenti regolari non può essere negato l’ingresso nel Paese per essersi rifiutati di consegnare i propri dispositivi, ma tale rifiuto potrebbe comunque comportare un processo doganale più lungo, ha affermato l’Aclu. I social media, le chat di testo e altre informazioni cronologiche sui dispositivi dei viaggiatori possono essere esaminate.

Poiché il controllo delle frontiere è tecnicamente effettuato al di fuori degli Stati Uniti, i viaggiatori con visti o con l’Esta hanno una capacità limitata di opporsi alle perquisizioni dei loro dispositivi elettronici, secondo l’Aclu, e se lo fanno, rischiano di vedersi negare l’ingresso.

Ci sono generalmente due tipi di perquisizioni di un dispositivo elettronico: manuale e avanzata, ha affermato Tom McBrien, un avvocato dell’Electronic Privacy Information Center, un’organizzazione non-profit per la privacy su Internet con sede a Washington. Le perquisizioni manuali comportano l’ispezione di un telefono sbloccato. I tribunali hanno generalmente ritenuto questa pratica equivalente all’ispezione dei bagagli e hanno consentito che le perquisizioni manuali procedessero senza l’ottenimento di un mandato, ha affermato McBrien.

Una perquisizione avanzata o “forense” comporta il collegamento di un dispositivo esterno al telefono per controllarne il contenuto. Alcuni distretti federali richiedono un mandato per questa tipologia di controlli, mentre altri no, ha affermato McBrien, che consiglia, insieme ad altri esperti di privacy, di eliminare dal proprio dispositivo tutto ciò che non si vorrebbe che qualcuno leggesse o vedesse.

McBrien ha anche detto che consiglia ai suoi clienti di disattivare le funzionalità Face ID o Touch ID sui loro smartphone o, meglio ancora, di spegnere il telefono prima di passare il controllo di frontiera. Se ci si rifiuta di sbloccarlo, il telefono può essere confiscato e sarà probabilmente necessario un mandato per potervi accedere. In questo caso, ci si può anche scordare di entrare negli Stati Uniti.

ULTIME RACCOMANDAZIONI

Per Wildes, l’avvocato di Melania Trump, determinante è la coerenza e l’onestà che si dimostrano. I social media sono diventati un problema importante, ha aggiunto, per «così tante persone che non si rendono conto di quanto le loro azioni possano essere perseguibili». Se una ricerca forense mostra un account di social media disattivato, i funzionari possono chiedere che venga riattivato, ha detto Wildes. Se un account di posta elettronica è stato eliminato di recente, possono richiedere di accedervi.

David, l’avvocata per l’immigrazione già citata, nel ricordare la rigidità dei controlli che ha sempre contraddistinto gli Stati Uniti, ha citato il caso di un cliente con un visto per studenti a cui fu negato l’ingresso negli Stati Uniti durante l’amministrazione Biden perché aveva delle foto sul suo telefono in cui posava armato: i funzionari lo considerarono, in un Paese che ha più armi che persone, una minaccia per gli Stati Uniti.

Se si hanno problemi alla frontiera, ha aggiunto Wildes, la mossa migliore per i visitatori potrebbe essere quella di rinunciare all’ingresso negli Stati Uniti. Nella maggior parte dei casi, è possibile tornare nel proprio Paese di origine senza intoppi. Non è da escludere, però, che i funzionari neghino questa possibilità e decidano di detenere il visitatore.