Paolo Bonolis: “Sono stato il primo a portare gli artisti dei talent a Sanremo. Povia? Escluso per le sue idee politiche”

Paolo Bonolis, alla guida di Sanremo nel 2005 e nel 2009, torna a parlare del Festival di Sanremo, tra ciò che funziona e ciò che secondo lui andrebbe cambiato. Nel suo intervento cita anche Marco Carta e Povia, due artisti che ha portato all’Ariston. Il conduttore, ospite del Podcast DoppioPasso Podcast insieme al figlio Davide, […] L'articolo Paolo Bonolis: “Sono stato il primo a portare gli artisti dei talent a Sanremo. Povia? Escluso per le sue idee politiche” proviene da All Music Italia.

Apr 2, 2025 - 21:54
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Paolo Bonolis: “Sono stato il primo a portare gli artisti dei talent a Sanremo. Povia? Escluso per le sue idee politiche”

Paolo Bonolis, alla guida di Sanremo nel 2005 e nel 2009, torna a parlare del Festival di Sanremo, tra ciò che funziona e ciò che secondo lui andrebbe cambiato. Nel suo intervento cita anche Marco Carta e Povia, due artisti che ha portato all’Ariston.

Il conduttore, ospite del Podcast DoppioPasso Podcast insieme al figlio Davide, ha parlato del suo futuro televisivo, confermando che proseguirà la sua avventura con Mediaset. Ha inoltre anticipato il ritorno de Il senso della vita e un possibile programma insieme a Maria De Filippi.

“Non ascolto la musica di oggi”

Rispondendo a una domanda del podcast, Bonolis ha spiegato di non seguire la musica contemporanea:

“No, non ascolto la musica di oggi. Devi capire una cosa: o sei un musicista o sei uno che proprio segue la musica e ci si appassiona, e allora è un conto. La musica, fondamentalmente, è una proiezione di memoria. Quando arrivi a 64 anni, il tuo vissuto ha già le sue tante colonne sonore. Non hai bisogno di altre colonne sonore.

È giusto che ci sia la musica nuova, che ci si racconti in un altro momento, ma non attecchisce su di me, perché io già sono satollo, sono sazio grazie alla musica che ho vissuto. Poi ogni tanto sento delle cose carine, ma non rimarranno mai nella mia memoria, perché ho finito lo spazio.”

Paolo Bonolis sul festival di Sanremo: “Serve un cambio di narrazione”

Alla domanda “rifaresti mai Sanremo oggi?”, Bonolis risponde:

“Al momento no.”

Paolo Bonolis, che ha ricoperto il ruolo di conduttore e direttore artistico nel 2005 e 2009, spiega il motivo:

“Sanremo continua a raccontarsi sempre nello stesso modo. Noi abbiamo fatto una rivoluzione assoluta nel 2005, perfezionata poi nel 2009. Da quelle due edizioni tutti i Sanremo successivi hanno seguito quella traiettoria.

La quarta serata con le cover? L’abbiamo fatta noi nel 2005. L’orchestra nel golfo mistico? Messa da noi. Tante novità che hanno funzionato. Ma l’Ariston non è più contemporaneo. Serve una narrazione moderna anche a livello tecnologico.”

Quella del cambio di sede per il Festival di Sanremo è un’idea che Bonolis accarezza da diversi anni (vedi qui).

Il pensiero sugli ascolti record del Festival

“Sanremo funziona perché è l’evento della televisione italiana. È condotto e strutturato benissimo. Viene promosso a bombardamento da mesi. Le altre reti spente. È difficile non andare bene. Il mercoledì fa meno ascolti solo perché c’è Chi l’ha visto.

Quando l’abbiamo fatto noi, avevamo contro I Cesaroni, Zelig, Amici… tutto. Ma se credi nel prodotto, funziona. Conti l’ha fatto, Amadeus pure, Baglioni ha fatto un bel Festival. Ma l’Ariston per me oggi non è più adatto.

Da anni si sono spente le altre reti durante il Festival e la RAI non ha neanche la necessità di investire su ospiti forti. Vedi sempre gli stessi, promozioni di serie in arrivo. Per me Sanremo dovrebbe proporre cose inedite, personaggi inattesi, narrazioni nuove.”

Davide Bonolis, figlio del conduttore, ha rivelato di aver amato particolarmente La mia parola, il brano portato in gara da Shablo con Guè, Tormento e Joshua quest’anno.

da Marco Carta a povia

Nel corso della puntata Paolo Bonolis ha espresso i suoi commenti su nomi selezionati casualmente da una ruota. Per la precisione Marco Carta e Povia.

Marco Carta è stato la prima persona che veniva dai talent a fare Sanremo. L’ho preso nel 2009. Tutti pensano che sia stato Amadeus a fare questa cosa, a portare gli artisti dei talent all’Ariston, ma in realtà i primi ad averlo fatto siamo stati noi. Nel 2009 Marco Carta vinse perché aveva un seguito enorme di ragazzi che avevano visto Amici e poi da quel Sanremo in poi tutti hanno cominciato a mettere dentro persone che venivano dai talent”

Su Povia, artista emerso dal suo primo Festival e presente in gara anche in quello del 2009, spiega invece anche la sua visione sull’apparente esilio del cantautore…

“Nel primo anno a Sanremo portò I bambini fanno oh, ma fu escluso dalla gara perché l’aveva già cantata. Era bellissima, quindi la usammo come colonna sonora per un progetto benefico in Darfur.

Nel 2009 tornò con Luca era gay. Canzone discussa ma bella, arrivò seconda. Poi vinse l’anno dopo con Vorrei avere il beccoLui ha delle idee particolarmente radicate in un certo senso, è stato escluso dalle attenzioni delle case discografiche e delle manifestazioni televisive per quelle, cosa che non riesco assolutamente a comprendere, ma che evidentemente fa parte della parte umbratile della meschinità politica italiana

 

 

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