Argentina protagonista al prossimo Trento Film Festival

L’antico e stretto legame tra il Trentino e il Paese sudamericano sarà celebrato nella sezione “Destinazione…” della rassegna. In programma diverse anteprime internazionali e due restauri L'articolo Argentina protagonista al prossimo Trento Film Festival proviene da Montagna.TV.

Apr 3, 2025 - 06:37
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Argentina protagonista al prossimo Trento Film Festival

Le cime frastagliate di Fitz Roy e Cerro Torre, rinomate per le loro sfide tecniche e la bellezza naturale dei paesaggi che le circondano, hanno attratto negli anni avventurieri e scalatori esperti, ma anche registi e documentaristi desiderosi di catturare storie di coraggio e resilienza umana. Non è un caso quindi che la sezione “Destinazione…” del prossimo Trento Film Festival, in programma dal 25 aprile al 4 maggio, sia dedicata all’Argentina.
«Sono «due le motivazioni che ci hanno spinto a scegliere l’Argentina quale “meta” di Destinazione…» spiega Mauro Gervasini, responsabile della programmazione cinematografica del Trento Film Festival. «La prima è che quella argentina è stata per decenni la principale cinematografia di lingua spagnola dell’America Latina, insieme a quella messicana. Con un bacino di pubblico molto vasto e uno star system importantissimo, l’Argentina è stata un punto di riferimento imprescindibile per la cinematografia sudamericana. Il secondo motivo per cui è sembrato urgente dedicare una sezione del Festival al cinema dell’Argentina», prosegue Gervasini «riguarda il presente. A causa di una flessione dei contributi pubblici, la filiera produttiva argentina rischia di uscire dall’attuale congiuntura economica e politica con un ridimensionamento importante. Accendere un faro adesso sulla sua produzione ci pareva particolarmente prezioso proprio per sottolineare l’imprescindibilità, a livello artistico internazionale, del cinema di Buenos Aires e dintorni».

La selezione cinematografica

Fra i titoli che andranno a comporre la selezione filmica di “Destinazione… Argentina”, spiccano tre anteprime internazionali. Il lungometraggio Soberanos di Agustín Ortiz Byrne (Argentina, 2024) ricostruisce un fatto storico realmente accaduto: nel settembre 1966, un gruppo di giovani idealisti dirottò infatti un aereo di linea per andare a “riconquistare” le Malvinas, più note come Isole Falkland e protagoniste nei secoli di una vera e propria guerra di occupazione fra Regno Unito e Argentina. Il film racconta questa vicenda, attraverso le performance attoriali di alcuni fra i più promettenti interpreti della scena di Buenos Aires. Islandia di Leandro Horatio Cerro (Argentina/Islanda, 2024) è invece un documentario fortemente introspettivo, proposto nella sezione Terre alte. Il regista, dopo la morte del padre, decide di intraprendere un viaggio in Islanda che lo porterà a scoprire non soltanto un nuovo Paese ma anche, e anzitutto, se stesso. Infine, il cortometraggio Entre siete di Valentina Lorenzo (Argentina, 2024) si ispira a fatti reali per raccontare la storia di un gruppo di ragazzi che decidono, durante un viaggio in auto, di fermarsi a seppellire un cane investito.

Altre tre sono invece le anteprime italiane. Il cortometraggio Cuando todo arde di Maria Belen Poncio (Argentina, 2024) racconta la vicenda di Isabel, volontaria in un corpo locale di vigili del fuoco incaricato di domare gli incendi boschivi, che viene allontanata dal suo gruppo di colleghi dopo aver attaccato una multiproprietà rea di aver reso più fragile l’ecosistema aggredito dalle fiamme. El aroma del pasto recién

cortado di Celina Murga (Argentina, 2024), è invece un lungometraggio che esplora la storia di Pablo e Natalia, due docenti universitari, entrambi sposati ed entrambi impegnati in una relazione clandestina con due loro studenti. Il film indaga le modalità in cui le loro vicissitudini, diverse e simili al contempo, li uniscono, intrecciandosi e riflettendosi reciprocamente.
Infine, Halgo viejo, algo nuevo, algo prestado di Hernan Rosselli (Argentina, 2024) è un lungometraggio dallo stile sperimentale, capace di muoversi tra fiction e documentario per raccontare le traversie di una ragazza che, insieme alla madre, eredita dal padre deceduto la gestione di una rete di scommesse clandestine.

“Destinazione…” presenta anche due novità: un restauro a cura del Museo del Cine Pablo Ducrós Hicken e una riedizione in 4K:  Silencio Branco di Gerardo Junqueira De Oliveira e Angelo Sciarra (Brasile, 1960) restaurato e Nueve Reinas – Nove Regine di Fabián Bielinsky (Argentina, 2000) nella nuova versione in 4K. Se il primo è un documentario – presentato in anteprima internazionale nel 1960 proprio al Trento Film Festival – che racconta di un’avventurosa spedizione nella Patagonia argentina, il secondo è invece un thriller politico che ebbe, all’epoca, un buon riscontro di pubblico anche in Italia, contribuendo alla fama del suo protagonista, Ricardo Darín, la cui famiglia paterna è originaria delle Dolomiti bellunesi.

Gli altri eventi

Sono molti gli eventi e gli incontri che, come ogni anno, si affiancheranno alla selezione cinematografica dedicata al Paese ospite. Durante i dieci giorni del Festival, dunque, la città di Trento sarà animata anche dagli appuntamenti di “Destinazione… Argentina”: concerti, workshop, mostre e serate che celebreranno le tradizioni millenarie e la storia recente di una terra fatta al contempo di contaminazioni etniche e peculiarità culturali.

L’Istituto Italiano di Cumbia inaugurerà il Festival il 25 aprile con un concerto. Due producer, una tromba, un percussionista e cinque cantanti condurranno alla scoperta della cumbia, un genere che, partito dalla Colombia, ha percorso tutta l’America latina. Alla cumbia sarà anche dedicata una masterclass condotta dal dj e produttore Nahuel Martinez, mentre le sonorità argentine più generalmente intese animeranno piazza Mostra con un’Esibizione di tango argentino e milonga pensata in collaborazione con Progetto Tango ASD Rovereto e Social Tango ASD Trento.

Da non perdere il Concerto AstorGato, pensato come omaggio a due intramontabili icone della musica argentina: Astor Piazzolla, bandoneonista e compositore, autore di celebri contaminazioni fra tango e jazz e Gato Barbieri, sassofonista, jazzista di fama internazionale e compositore di varie colonne sonore.
Di migrazioni parlerà invece Cesarino Fava  nel corso di un evento curato da Fondazione Museo Storico del Trentino che intende indagare sulla storia dell’emigrazione trentina nel Novecento. Come quella intensa e straordinaria di Cesarino Fava per l’appunto, alpinista solandro e storico compagno di cordata di Cesare Maestri. Cesarino Fava e Cesare Maestri furono sicuramente legati alle montagne della Patagonia argentina. Così come lo è stato, in tempi più recenti, Elio Orlandi, che proprio sulle sue avventure in Argentina curerà per il Trento Film Festival una mostra ad hoc. Al tema delle vette patagoniche sarà poi dedicata anche una serata con protagonista Matteo Della Bordella.

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