Max Casacci, “Through the Grapevine, in Franciacorta (Earthphonia III)”, il nuovo EP

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Apr 2, 2025 - 13:05
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Max Casacci, “Through the Grapevine, in Franciacorta (Earthphonia III)”, il nuovo EP

Through the Grapevine, in Franciacorta (Earthphonia III)‘ è il nuovo EP di Max Casacci, pubblicato per 42 Records / 35 mm, dedicato al suono del vino e della sua lavorazione.

Il rombo di un trattore che diventa linea di basso, “stappi” di bottiglie usati come percussioni, cisterne di vino che mutano in tamburi taglienti, il suono euforico delle bollicine che si liberano nel bicchiere e quello ovattato dei grappoli d’uva che cadono al suolo. Un’opera sonora senza precedenti, fluida e giocosa, ma anche metallica e scura, capace di ridisegnare ciò che pensavamo di conoscere già. 

È Through the Grapevine, in Franciacorta (Earthphonia III), il nuovo EP di Max Casacci dedicato al suono del vino e della sua lavorazione, che esce il 2 aprile per 42 Records / 35 mm. 

Un nuovo progetto con cui il musicista e produttore, cofondatore dei Subsonicacontinua a esplorare e sperimentare nel mondo dei rumori e degli ambienti sonori, sempre alla ricerca di nuovi spunti, ritmi, suggestioni, tra registrazioni e manipolazioni delle infinite fonti sonore che ci circondano, arrivando a misurarsi anche con quelle più inaspettate, senza l’ausilio di strumenti musicali. 

Dopo suoni ed ecosistemi della natura in Earthphonia e rumori dello spazio urbano di Urban Groovescapes (Earthphonia II), è tempo di una nuova sfida, un nuovo viaggio di immaginazione nel quale l’ispirazione arriva sempre dal contesto e coinvolge tutti i sensi, trasformando in musica un simbolo di contemporaneità, leggerezza, condivisione per un EP realizzato utilizzando esclusivamente i suoni del vino e dei suoi ambienti e processi di lavorazione, in totale assenza di strumenti musicali

La raccolta nasce da una sonorizzazione realizzata, durante il Festival della Franciacorta, nelle Cantine Bersi Serlini. Un evento che ha visto visitatori, paesaggi, profumi, avvolti da suoni, tempi, melodie realizzati solo con elementi presenti e visibili nei vari ambienti, attraverso stimoli sonori in grado di attivare un’intima connessione con lo scenario circostante. 

Una ricerca che va oltre i confini della musica “tradizionale”, quella di Max Casaccicominciata con Watermemories (2019), opera nata dai suoni dell’acqua di Biella, in collaborazione con Michelangelo Pistoletto, passando per i tre movimenti di Earthphonia, fino all’esperienza che vedrà coinvolto il musicista dall’8 al 13 aprile a Milano, dopo una settimana dall’uscita dell’ultimo EP: Paolo Sorrentino ha infatti affidato a Max Casacci la creazione del tessuto sonoro – realizzato sempre in assenza di “veri” strumenti musicali – de La dolce attesail progetto-installazione del regista Premio Oscar per il Salone del Mobile.Milano 2025affiancato dalla visione scenografica di Margherita Palli. 

L’EP Through the Grapevine, in Franciacorta (Earthphonia III) si apre con un tappeto di cicalii di fine estate che ci conduce in Cantine: il primo brano, che descrive la magia delle lente e delicate trasformazioni del vino nell’oscurità, è strutturato sui suoni delle botti, delle bottiglie, dei calici, sul movimento rotatorio del remuage, sulla croccantezza delle bollicine amplificate con microfoni ultrasensibili, e sostenuta da una ritmica di “stappi” utilizzati come percussioni. La focus track Trattore (Vendemmia cassa dritta) nasce, invece, in un secondo momento a metà tra una celebrazione futurista della vendemmia e un baccanale dionisiaco contemporaneo. Il rumore dei grappoli che cadono – come specificato dalla voce che descrive i vari elementi durante il brano – si trasforma in una cassa in quattro che invita alla festa. Il suono del mosto nella pressa offre note e accordi; il rombo di un trattore regala le due linee di basso. Ma è un casuale accordo liquido, già naturalmente presente nelle registrazioni, a offrire la materia prima per lo special all’interno del quale l’ascoltatore si ritrova idealmente e gioiosamente a “naufragare” nel mosto. Dove è facile, e bellissimo, perdersi. Cisterne è stato invece composto con elementi più “industriali” negli ambienti dei grandi contenitori e dell’etichettatura: alcune cisterne, con la loro imponente metallica eleganza, come una fila di percussioni marziali e ordinate, sono state percosse e fatte risuonare come tamburi metallici. La meccanicità delle macchine per le etichette, i contenitori in plastica percossi, il suono dello stesso ambiente sgocciolante diventano gli strumenti di una partitura liquida e gioiosa, come il vino, contrappuntata dalle note dei calici. 

Quando ho accettato l’intrigante invito a trasformare una cantina di vino Franciacorta in musica, non avevo bene in mente cosa avrei dovuto e potuto fare. Ma dopo un breve confronto con Chiara Bersi Serlini, che in passato ha lavorato nel mondo dell’arte contemporanea a Londra collaborando con artisti del calibro di Bill Viola, Francesco Vezzoli, Chris Cunningham e Aphex Twin, è stato immediato comprendere – racconta Max Casacci – che entrambi avevamo a cuore la ricerca di qualcosa che fosse puramente bello e inesplorato. 

Dai vigneti, alle cantine, alle cisterne, al luccichio del tramonto tra i filari, tutto il mondo e l’immaginario legato al vino sembra rivelarsi, così, in una veste nuova dove il gusto, l’olfatto e la vista cedono il passo all’udito: un lavoro che, però, non è esercizio di stile o sperimentazione concettuale, ma racconta in modo diretto e inedito luoghi, pratiche, metodi, ritualità in un intreccio di suoni dove il pensiero si perde, l’abbandono del corpo si fa inevitabile e l’armonia con lo spazio diventa protagonista.

Tracklist EP

1. Cantine

2. Trattore (Vendemmia cassa dritta)

3. Cisterne

 Foto di Andrea Tavelli

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