Eurovision 2025, le pagelle delle canzoni della prima semifinale
Le pagelle, con voto e recensione, delle canzoni della prima semifinale dell'Eurovision 2025, che saranno presentate il 13 maggio. L'articolo Eurovision 2025, le pagelle delle canzoni della prima semifinale proviene da imusicfun.

Le pagelle, con voto e recensione, delle canzoni della prima semifinale dell’Eurovision 2025, che saranno presentate il 13 maggio.
Eurovision 2025, le pagelle delle canzoni della prima semifinale
1. Iceland: VÆB – RÓA
Un pezzo eurovisivamente adeguato, anche se inspiegabilmente non troppo apprezzato dai bookmakers. I fratelli islandesi propongono un mix tra suoni tradizionali, nello specifico violini quasi balcanici, e una spruzzata di techno anni ’90 e 2000. Il brano è godibile, divertente grazie a un ritornello martellante. Il finale con il cambio di tonalità regala una certa sensazione retrò, ma il pezzo funziona. Peccato per la collocazione nella prima semifinale, che potrebbe precludere l’approdo in finale.
Voto: 7,5
2. Poland: Justyna Steczkowska – GAJA
Un pezzo potente, con una cassa dritta, che riempie la prima parte del brano, dialogando con la potente voce della cantante polacca, che torna in gara a trent’anni dalla prima volta. La costruzione armonica del brano è classica, molto classica, forse a tratti troppo classica. L’inserto strumentale dal sapore arabeggiante risulta un po’ too much e crea un effetto distraente. La canzone ricorda alcune produzioni dello Zar Filipp Kirkorov, soprattutto nell’inciso e nel finale, che però risulta un po’ confuso, in un brano che ha di certo bisogno di più ascolti per essere apprezzato. Conterà molto la scelta coreografica e scenografica.
Voto: 6
3. Slovenia: Klemen – How Much Time Do We Have Left
Una ballata alla James Blunt, che inizia accompagnata solo dal suono del pianoforte, che mette in risalto la suadente voce del cantante sloveno. I primi 30 secondi sono un po’ piatti, poi gli archi e la chitarra acustica arricchiscono la scena, in un brano sicuramente interessante, ma troppo poco d’impatto, a parte un finale che mette in risalto una vocalità potente e una produzione scarna ed essenziale! Klement punta su una dimensione emozionale, che sarà sicuramente arricchita e amplificata da uno staging adeguato. La volontà è provare a sorprendere senza strafare.
Voto: 7-
4. Estonia: Tommy Cash – Espresso Macchiato
Pezzo travolgente, che rischia però di arrivare a Basilea a fine corsa. Una canzone che piace al pubblico eurovisivo, grazie a un immaginario simbolico e a tratti esasperato. Tommy Cash è un personaggio, che nel tempo potrebbe tornare più e più volte sul palco dell’Eurovision come ospite (ricordate Vjerka Serdjučka?); non vincerà, ma la sua canzone entrerà sicuramente nella storia della kermesse e questo è sicuramente un risultato invidiabile, che merita una valutazione altissima.
Voto: 8
5. Ukraine: Ziferblat – Bird of Pray
L’Ucraina, dopo le due vittorie degli ultimi 8 anni e il podio del 2024, porta in gara a Basilea un pezzo obiettivamente debole, senza particolari guizzi. Il testo è scolastico, la melodia dimenticabile e la produzione sottotono. Un pezzo che non lascia il segno. La finale è pressochè assicurata, ma solo per la storia eurovisiva del paese e per i gorgheggi che tanto piacciono agli eurofan.
Voto: 5
6. Sweden: KAJ – Bara Bada Bastu
I favoriti svedesi (ma in realtà finlandesi…) portano un pezzo in lingua locale, divertente e con un ritornello travolgente, dedicato al rito della sauna. Rispetto agli ultimi anni gli scandinavi cambiano completamente registro abbandonando le sonorità pop e questo mix di strumenti tradizionali, clichè nordici e lingua incomprensibile ai più funziona. Se lo staging sarà il medesimo del Melodifestivalen il risultato può essere davvero positivo. Negli ultimi anni, però, non sempre i favoriti hanno vinto…
Voto: 7,5
7. Portugal: NAPA – Deslocado
Il Portogallo osa anche questa volta e porta un brano in cui si avverte una sensazione nostalgica, ormai marchio di fabbrica di molte delle proposte eurovisive del paese lusitano. Ricordate The Black Mamba? L’artista portoghese non snatura la sua essenza e propone per Basilea un mix sonoro in cui nella seconda parte si avvertono richiami vagamente indie british ’90-2000, che ben si sposano con la lingua locale. Proposta interessante, ma che potrebbe essere penalizzata dal solo televoto.
Voto: 6,5
8. Norway: Kyle Alessandro – Lighter
Un testo toccante, emozionale, che contrasta con una produzione uptempo credibile, in cui l’artista norvegese mostra tutta la sua potenza interpretativa. Un sound vagamente dance retrò, ma con diversi elementi estremamente moderni. Davvero interessante lo special che si apre con un breve strumentale di archi che risulta inizialmente spiazzante e che si chiude con un bel gioco vocale di Kyle Alessandro. Lo staging e la performance potrebbero risultare decisivi per un pezzo che merita attenzione e che potrebbe essere la sorpresa in positivo di questa edizione della kermesse.
Voto: 7,5
9. Belgium: Red Sebastian – Strobe Lights
Dopo l’inaspettato tonfo dello scorso anno, il Belgio torna a sonorità più dance, con un brano d’impatto, proposto da un artista che ha tutte le carte in regola per sorprendere il pubblico europeo. Nel pezzo non si riconoscono guizzi creativi innovativi, ma la canzone funziona proprio per quel senso di già sentita precarietà che caratterizza anche un testo semplice, ma efficace.
Voto: 7
10. Azerbaijan: Mamagama – Run With U
Un’intro che ricorda i Daft Punk, per un pezzo che omaggia una certa forma di pop dance, che però risulta a oggi un po’ superata. La voce del cantante, accompagnata da un basso che a tratti si prende la scena, ha quel non so che di ipnotico, che si esplicita in un inciso travolgente che il pubblico canterà al primo ascolto, anche per quella sensazione di già sentito. Bello l’insert musicale in cui fa capolino uno strumento tradizionale. Manca, però, un finale convincente. Questo strano mix basterà all’Azerbaijan per tornare in finale?
Voto: 6,5
11. San Marino: Gabry Ponte – Tutta L’Italia
Non c’è molto da dire. Gabry Ponte è un Big e San Marino (anche per il coraggio di portare una canzone che inneggia… all’Italia!) merita non solo un posto in finale, ma anche il miglior piazzamento della sua storia eurovisiva. C’è curiosità sullo staging, che cambierà rispetto a Sanremo e al San Marino Song Contest, ma tutto già funziona per il meglio.
Voto: 8
12. Albania: Shkodra Elektronike – Zjerm
Probabilmente il pezzo più interessante dell’Eurovision 2025. Il post immigrant pop del duo italo albanese contiene diverse componenti che rendono il brano godibile e non solo a livello superficiale. Il paese dell’Aquila punta davvero tanto sul brano, che può colpire il pubblico, ma anche la critica, grazie al suo mix etnico tradizionale, in cui non si può non considerare la sua componente squisitamente pop. Una costruzione colta, ma allo stesso tempo popolare, per un pezzo che, senza timore di smentita, è una delle proposte eurovisive più interessanti degli ultimi anni.
Voto: 9
13. Netherlands: Claude – C’est La Vie
Dopo il successo di Ladada, da Claude il pubblico si aspettava proprio quello che porterà sul palco di Basilea. Un incipit in cui si riconosce una volontà di ricordare il successo 2024 di Slimane e un corpo del brano in cui il titolo C’est la vie è ripetuto quasi come un mantra, quasi come nel pezzo di Khaled che porta lo stesso titolo. (Sarà un caso?) Peccato per il testo davvero elementare, perchè il pezzo avrebbe delle potenzialità. Claude riuscirà a sfruttare con la sua voce e con lo staging?
Voto: 6,5
14. Croatia: Marko Bošnjak – Poison Cake
Dopo il successo 2024 di Baby Lasagna, la Croazia è a un bivio. Riuscirà a risultare credibile con un progetto così differente, ma che richiama qualche sonorità evocata da Rim Tim Tagi Dim? Un pezzo che non decolla mai, ma che si poggia su una serie di reference musicali, che creano una confusione che a un certo punto è totale. Esperimento non riuscito. Per ora.
Voto: 5
15. Cyprus: Theo Evan – Shh
Il brutto risultato dello scorso anno dell’inglese Olly Alexander non ha insegnato nulla? Theo Evan porta a Basilea un brano che ha qualche potenzialità, ma resta qualche interrogativo, soprattutto legato a una scelta sonora a volte troppo contaminata. Un progetto che resta sospeso, tra una bocciatura sonora e una stirata sufficienza. La differenza la farà sicuramente la performance dal vivo.
Voto: 5
Spain: Melody – ESA DIVA
Ormai è chiaro che il terzo posto di Chanel a Torino 2022 è stata una piacevole eccezione. La Spagna porta a Basilea un pezzo che a volte pare una brutta copia di Zorra, il brano tormentone dei Nebolossa, comunque giunto in una posizione di classifica negativa. La chitarrina flamenco e la cassa dritta non sono una novità e il testo poco incisivo contribuisce a completare una proposta davvero mediocre.
Voto: 4,5
Switzerland: Zoë Më – Voyage
La voce di Zoë è potente e ha potenzialità, ma la canzone ha una costruzione molto, troppo classica. Una proposta poco interessante, che non si salva nemmeno con l’interpretazione della cantante, che nel brano dimostra ben poca personalità. Lo staging ci farà cambiare idea? Difficile…
Voto: 4,5
L'articolo Eurovision 2025, le pagelle delle canzoni della prima semifinale proviene da imusicfun.