Death Of a Unicorn, Recensione del film A24 con Jenna Ortega
Curiosità, come ogni film targato A24, da vendere. Ancor più dopo aver visto il trailer o letto brevemente la sinossi di Death Of Unicorn, esordio registico per Alex Scharfman che si avvale di un cast composto da nomi come Paul Rudd, Will Poulter e la Mercoledì Jenna Ortega, ormai volto noto e quasi presenza fissa […] L'articolo Death Of a Unicorn, Recensione del film A24 con Jenna Ortega proviene da LaScimmiaPensa.com.
Curiosità, come ogni film targato A24, da vendere. Ancor più dopo aver visto il trailer o letto brevemente la sinossi di Death Of Unicorn, esordio registico per Alex Scharfman che si avvale di un cast composto da nomi come Paul Rudd, Will Poulter e la Mercoledì Jenna Ortega, ormai volto noto e quasi presenza fissa cinematografica e seriale. Risate, tanto sangue e una forte volontà di rileggere la mitologia, decostruendola quasi punto per punto dandogli uno sguardo contemporaneo. Un’idea complessa ma che si trasforma in un buonissimo film.
Death Of a Unicorn, la Trama
Elliot è vedovo, lavora nel team di legali per una grande compagnia e gode di ottima fiducia da parte dei proprietari. Così, decidono di invitarlo insieme a sua figlia Ridley nel loro chalet di montagna, per un weekend insieme. Durante il tragitto però, un incidente causerà una serie di eventi singolari, mettendo faccia a faccia umani e unicorni. Che non sono poi così amichevoli come si pensa, anzi.
Death Of a Unicorn, la Recensione
Lontani ma non troppo dall’horror, Death a Of Unicorn ha da subito un chiaro intendo distruttore, esattamente come gli equini vendicativi e violenti del film. Riprendendo la fiaba e la leggenda raccontata dagli arazzi del Cinquecento, il film ci porta dentro un mondo sicuramente sconosciuto ai più. Nel tempo, le favole ci hanno raccontato di unicorni come creature fantastiche e docili, facilmente addomesticabili, amici degli esseri umani. Eppure, stando agli arazzi, non sembra esser proprio così, almeno nell’immaginario collettivo di un tempo, andatosi poi a modificare via licenze poetiche e necessità narrative.
Death Of a Unicorn ci porta dunque dentro un universo straniante che guarda al racconto mitologico, smontandolo pezzo dopo pezzo e dando quindi vita ad una nuova fiaba, non tanto nel contenuto, stando agli arazzi, quanto più nella sua forma più contemporanea. E per farlo, non lascia alcun “non detto“, scegliendo di seguire una strada precisa e forse anche di facile comprensione. Cos’è quindi un racconto, come nasce e come si sviluppa?
Per farlo, ci pensa Jenna Ortega, nel ruolo che più le si addice, quello di adolescente ribelle, come in Mercoledì e come nella seconda stagione di You. Una giovane ragazza piena di ideali e sogni, che vuole farsi sentire in mezzo ad un mondo che non la ascolta per le solite nenie che ascoltiamo oggigiorno.
Troppo giovane, troppo idealista, femmina da usare per i propri scopi. I Leopolds, la ricca famiglia datrice di lavoro di Elliot, incarnano esattamente questo spirito. Il pater familias alla stregua di un oligarca, servito e riverito. La moglie oggetto che tenta di mediare ad ogni situazione con ipocrisia. Il giovane rampollo, futuro erede che sperpera danari in droghe di forma, atteggiandosi a uomo di mondo per coprire le proprie insicurezze e il suo essere sostanzialmente un viscido arrampicatore. Un microcosmo che rappresenta di fatto un’intera categoria, quella degli industriali capitalisti che hanno come unico intento la speculazione su ogni cosa, senza etica di sorta.
Come in una fiaba dunque, anche in Death Of a Unicorn assistiamo alla classica suddivisione di buoni e cattivi, con una sfumatura nel mezzo, rappresentata da Elliot, un Paul Rudd che si trova costretto a districarsi tra la sua ragion d’essere, Ridley, e una situazione scomoda, come quella di dover assecondare la viscida famiglia ricca nonché sua datrice di lavoro. Non sveleremo le motivazioni di tale seconda scelta per evitare ovviamente fastidiosi spoiler. Basti sapere che a tutto c’è una spiegazione, o quasi.
L’universo fiabesco di Death Of s Unicorn si avvale di immagini psichedeliche e violente, scelte apparentemente in pieno contrasto tra loro ma che si sposano alla perfezione, quasi completandosi.
La magia dell’unicorno e del suo corno trascina chiunque lo tocchi in un vero e proprio trip, con sequenze lisergiche ipnotizzanti, per poi essere brutalmente distrutte dalla ferocia voglia di vendetta di queste creature, che in preda ad istinti animaleschi, non perdono tempo per fare tabula rasa, e quindi dilaniare i corpi di chiunque si metta in mezzo nel loro vendicativo percorso. Non c’è quindi perdono verso chi vuole solo depredare. Un sotto testo chiaro e specifico, con morali ambientaliste che alternano anche una certa comprensibile misantropia verso chi specula sulla salute altrui (tema delicato soprattutto negli Stati Uniti)
L’unica nota negativa del film, ma che impatta ormai gran parte del cinema fantasy e non solo, è una CGI raffazzonata, dove lo stacco tra mondo reale e mondo ricreato è decisamente molto netto. Viene da chiedersi come sia possibile, visti anche film precedenti e vecchi ormai di decenni, avere un aspetto tecnico qualitativo migliore, in termini di effetti speciali. Una lacuna che per un film del genere (e di questo genere) ha un certo impatto, soprattutto se messi a paragone con le scene più gore o psichedeliche. Un perché che forse non avrà mai una risposta pienamente convincente.
Nonostante questo neo, Death Of a Unicorn resta un esordio registico davvero notevole, che conferma come ormai A24 sia sempre più sinonimo di qualità cinematografica, a prescindere dal budget e dal genere. Non solo horror di spessore, ma anche thriller, fantasy (Sir Gawain e Il Cavaliere Verde), drammi e quant’altro. Rimarrete sicuramente ammaliati e sconvolti da questo film brillante e geniale fino all’ultimo secondo.
Death Of a Unicorn, il Cast
- Elliot: Paul Rudd
- Ridley: Jenna Ortega
- Shepard: Will Poulter
- Griff: Anthony Carrigan
- Tea Leoni: Belinda
Death Of a Unicorn, il Trailer
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