Corrado Augias, Marta Russo e il primo plastico della tv italiana

Linea di Confine ha recuperato le immagini del primo plastico della tv italiana: un 'documento' interessante per chi ama la tv

Mar 27, 2025 - 12:48
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Corrado Augias, Marta Russo e il primo plastico della tv italiana

“Il primo plastico è stato fatto in realtà da Corrado Augias quindi noi abbiamo solo scoperto l’acqua calda”

rispose Bruno Vespa all’ennesima domanda sulla sua passione per i plastici, che debuttarono a Porta a Porta con l’attentato alle Torri Gemelle del 2001 e che hanno segnato ogni possibile racconto crime affrontato nel suo salotto, da Cogne col suo villino a Garlasco con la bici nera in studio, passando anche per l’attualità politica, con la riproduzione di Montecitorio per la sfiducia al governo Berlusconi, e per la cronaca internazionale, col kalasnikov imbracciato per raccontare gli attentati di Parigi del gennaio 2015.

Quel riferimento a Corrado Augias rimase ‘oscuro’ ai più, almeno a quanti non avevano memoria del riferimento televisivo di Vespa. Ma la puntata di Linea di Confine di ieri, dedicata al caso Marta Russo, ha riportato in tv quel primo plastico televisivo, quel primo utilizzo di uno spazio ricostruito in scala per ripercorrere con gli ospiti in studio e il pubblico a casa le fasi salienti di un omicidio, con tutti i limiti e i rischi di un processo fatto sul piccolo schermo.

Delitto alla Sapienza, il plastico di Augias per lo speciale di Rai 2

Era il 1° luglio 1997 quando Corrado Augias dedicò uno speciale di prima serata al “Delitto alla Sapienza”, ovvero all’omicidio della studentessa Marta Russo, colpita da un proiettile mentre stava passeggiando nel campus de La Sapienza. Il fatto era accaduto poco più di due mesi prima, il 9 maggio 1997: la 22enne morì 5 giorni dopo in ospedale. Le indagini e il processo hanno tenuto banco per anni sulla cronaca dei quotidiani e in tv.

Delitto della Sapienza Marta Russo Corrado Augias 1997 plastico

Era passato, dunque, poco tempo dai fatti quando Rai 2 dedicò questo speciale a un evento che colpì al cuore il Paese per l’inspiegabilità del fatto e per la ‘sacralità’ del luogo. Ed è qui che appare il primo plastico della tv italiana: un espediente utile per il genere crime. Quel plastico colloca lo sparo già nell’Aula Assistenti dell’Istituto di filosofia del diritto e ipotizza già la ‘colpevolezza’ di Scattone e Ferraro, che per quel delitto sono stati condannati dopo indagini svolte sotto pressione e in un processo essenzialmente indiziario che Antonino Monteleone ha ricostruito nella puntata di Linea di Confine.

Il plastico e il ricorso alla Vigilanza Rai

Quello speciale del luglio 1997, e quel primo plastico, ebbero delle conseguenze: l’allora Rettore de La Sapienza, Giorgio Tecce, manifestò il proprio ‘disappunto’, per usare un understatement, per come il caso fu affrontato in tv. Fu audito dalla Commissione di Vigilanza Rai il 22 luglio 1997 proprio in merito a quello speciale: il Senato Accademico, infatti, aveva deciso di “intervenire presso la Commissione di controllo della RAI per la trasmissione dai contenuti diffamatori, fortemente lesiva della immagine de ‘La Sapienza’, trasmissione che potrà avere ripercussioni negative anche sul piano finanziario, ed inoltre per l’affidamento della conduzione ad un parlamentare europeo” si legge nella trascrizione di quella audizione. Da essa si desume anche il parere dell’allora Consulta Qualità della Rai, citata dallo stesso Tecce: ricordare le parole della consulta qualità della RAI in merito al programma stesso:

“La consulta qualità della RAI ritiene che le critiche esposte non siano infondate e neppure le proteste di chi ha ritenuto che l’inchiesta di Corrado Augias sul caso Marta, trasmessa lunedì 1° luglio da Rai 2, si configura come un’indebita interferenza nella fase più delicata di un’istruttoria giudiziaria che dovrebbe svolgersi nel modo più riservato in attesa che i vari accertamenti in corso giungano a conclusione. Il rilievo dato ad un’inchiesta televisiva del genere, per giunta diffusa nel prime time ed ampiamente pubblicizzata, non può che creare opinioni fondate soltanto su supposizioni, cioè su pregiudizi che confondono l’opinione pubblica anziché informarla e che difficilmente possono essere corretti quando la magistratura sarà pervenuta alle sue conclusioni. Del resto è noto che oggi è sempre più difficile sceverare l’evento dalla narrazione che di esso viene fatta dalla TV, con tutte le conseguenze che ciò comporta”.

Questa audizione, insieme a quelle dell’allora direttore di Rai 2 Carlo Freccero e del conduttore Corrado Augias, è disponibile online ed è senza dubbio un documento interessante per la storia della tv. E non solo questo

Linea di Confine ha riportato alla luce un documento importante

Al netto dell’inchiesta condotta da Monteleone e dalla sua squadra sul caso Marta Russo, il recupero dell’estratto del ‘primo plastico’ tv costituisce una chicca per gli amanti della televisione e per gli ‘storici’ di quella italiana. Un bravo va a chi lo ha recuperato e montato, a testimonianza di un ‘momento cardine’ della narrazione crime televisiva. E Augias si conferma un precursore nel genere, dalle dirette di Telefono Giallo in poi…