Giulia Mei racconta “Io della musica non ci ho capito niente”

Dopo il successo del singolo Bandiera, Giulia Mei pubblica il nuovo album Io della musica non ci ho capito niente. Il disco (etichetta Sound To Be – distribuzione ADA & Audioglobe) è disponibile dal 28 marzo 2025 su tutte le piattaforme digitali e in vinile. L’anno scorso, Giulia Mei è diventata virale sui social con […] L'articolo Giulia Mei racconta “Io della musica non ci ho capito niente” proviene da All Music Italia.

Mar 28, 2025 - 01:07
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Giulia Mei racconta “Io della musica non ci ho capito niente”

Dopo il successo del singolo Bandiera, Giulia Mei pubblica il nuovo album Io della musica non ci ho capito niente. Il disco (etichetta Sound To Be – distribuzione ADA & Audioglobe) è disponibile dal 28 marzo 2025 su tutte le piattaforme digitali e in vinile.

L’anno scorso, Giulia Mei è diventata virale sui social con Bandiera, che in poco tempo ha superato i 3 milioni di stream. Il brano ha inoltre vinto il premio della critica a Voci per la libertà – Amnesty International 2024. La cantautrice ha poi pubblicato i singoli H&M e La vita è brutta, primi estratti dal suo nuovo lavoro discografico.

Io della musica non ci ho capito niente è il secondo lavoro in studio di Giulia Mei. A proposito dell’album, l’artista racconta: “Volevo solo fare un disco pieno di vita ordinaria, il diario di una bambina che parla di tutto senza preoccuparsi della forma, senza sovrastrutture, volevo colorare fuori dai bordi, giocare”. E aggiunge: “Questo disco per me è una dichiarazione d’amore al disordine che non mi sono mai concessa per paura, a quella curiosità infantile che non mi ha mai abbandonata, a quel divergere che mi ha fatto sbagliare strada tutte le volte che ho avuto bisogno di liberarmi dalle pressioni esterne della “musica che funziona”. Ma questo disco è dedicato a chi non sa funzionare, se non coi propri unici ingranaggi, e a chi ascolta tutto come se non avesse mai ascoltato niente”.

Giulia Mei nuovo album 2025

Il disco, composto da 13 tracce, è stato prodotto insieme a Ramiro Levy e Alessandro Di Sciullo. Vede la partecipazione di Rodrigo D’Erasmo, Anna Castiglia e Mille.

TRACKLIST di “io della musica non ci ho capito niente”

1. IO DELLA MUSICA NON HO CAPITO NIENTE I (con Rodrigo D’Erasmo)
2. BANDIERA
3. DRAMMATURGIA
4. UN TU SCUIDDARI (feat. Anna Castiglia)
5. H&M
6. GENITORI
7. A CASA MI VENIVA
8. LA VITA È BRUTTA
9. MIO PADRE CHE NON ESISTE
10. MOZRAT
11. CARA ALLEGRIA (feat. Mille – solo su vinile)
12. Â PICCIRIDDA MIA
13. IO DELLA MUSICA NON CI HO CAPITO NIENTE II (con Rodrigo D’Erasmo)

Giulia Mei nuovo album 2025

Dopo l’uscita del disco, Giulia Mei inizia un tour in tutta Italia. I live, organizzati con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, iniziano il 30 marzo 2025 da Torino.

Giulia mei: live 2025

Ecco qui di seguito le date annunciate:

DOMENICA 30 MARZO, TORINO @ CAP10100
MERCOLEDÌ 2 APRILE, MILANO @ ARCI BELLEZZA
VENERDÌ 4 APRILE, FONTANAFREDDA (PN) @ ASTRO CLUB
SABATO 5 APRILE, VINCI (FI) @ FESTIVAL DELLA GENTILEZZA
DOMENICA 6 APRILE, ROSETO DEGLI ABRUZZI (TE) @ PREVIEW SUNNY PEOPLE
MERCOLEDÌ 9 APRILE, PARMA @ COLONNE 28
VENERDÌ 11 APRILE, TARANTO @ SPAZIOPORTO
SABATO 12 APRILE, CONVERSANO (BA) @ CASA DELLE ARTI
GIOVEDÌ 17 APRILE, PALERMO @ CANDELAI
MERCOLEDÌ 30 APRILE, ROMA @ MONK
SABATO 31 MAGGIO, PADOVA @ PADOVA PRIDE

Il calendario del tour di Giulia Mei è in aggiornamento. Per info, si può visitare il sito https://www.locusta.net/giuliamei

Per scoprire il nuovo album di Giulia Mei, clicca su Continua

“Io della musica non ci ho capito niente”, track by track

Giulia Mei racconta l’album Io della musica non ci ho capito niente.

IO DELLA MUSICA NON CI HO CAPITO NIENTE I (CON RODRIGO D’ERASMO)

«Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo».
Eugenio Montale
Luci e ombre. E’ così che immagino questo album, luci e ombre, con le loro infinite sfumature e possibilità, tutte giuste, tutte sbagliate. Non c’è un lieto fine e non c’è una morale, ma è proprio alla bellezza e alla potenza liberatoria del “non” che io dedico questo album per me molto importante.
Ad arricchire di luci ed ombre questa traccia e l’ultima ci sono gli archi unici di Rodrigo D’Erasmo, che ringrazio di cuore.

BANDIERA

Questa non è una canzone, è uno sfogo senza mezzi termini, il mio, di me Giulia, di me donna. Esattamente io che torno a casa a Milano col cuore in gola, io che rispondo in direct ai paternalismi di chi mi spiega come mostrare il mio corpo, io che ho paura dei compleanni perché vivo l’invecchiamento come una colpa, io che vivo la mia sessualità come uno stigma e ci ho dovuto pensare un bel po’ prima di pubblicare questo pezzo, perché la sessualità di una donna è bella e buona solo quando non si entra nei dettagli.

Ma sono proprio i dettagli di essere donna che mi interessano, quelli di cui non si parla mai, quelli sottopelle che però fanno male, fanno male da secoli, da occidente a oriente. Sono i particolari di una quotidianità invivibile e inconciliabile con una libertà di plastica che fa notizia ma che non mi protegge dagli abusi. Io voglio solo una libertà che mi accompagni sotto casa, che mi faccia sentire così orgogliosa della mia fica da portarmela addosso come una bandiera, una cazzo di bandiera che faccia luce in mezzo al buio più totale.

DRAMMATURGIA

La cosa che mi stupisce sempre delle persone che mentono compulsivamente è vedere come alla fine della storia sono loro le peggiori vittime delle loro stesse bugie. Mentono come se non potessero fare altro che mentire, come se fosse il loro destino e non esistesse altro modo di vivere e di morire. La cosa più assurda è che questa gente finisce anche per farmi tenerezza, perchè prima o poi rimane sola, sola con le proprie cazzate, ed è tutto così triste, un po’ come questa canzone.

UN TU SCUIDDARI (FEAT. ANNA CASTIGLIA)

“Chi fa tu scuiddasti quannu manciavi du catu?”, “Cos’è, ti sei dimenticato quando mangiavi dal secchio?” è un modo di dire palermitano che si riferisce a quelle persone che quando raggiungono un certo status quo o credono di averlo raggiunto, dimenticano le proprie origini e voltano le spalle a chi ne ha fatto parte. Sono quelli che smettono di salutarti da un giorno all’altro, quelli che fingono di non ricordarsi il tuo nome, di non averti letto, di non averti visto. A me queste persone non piacciono, ma se mi guardo dentro so che anche io sono queste persone, che tutti lo siamo, che dentro di noi c’è una piccola grande mostruosità alla quale siamo ormai abituati fin da bambini e abbiamo finito per introiettare senza nemmeno accorgercene, che siamo tutti un po’ stronzi e un po’ soli.

H&M

Per quanto possa sembrare assurdo, oggi sento il bisogno anche di una sincera disillusione, di guardare le cose con un filtro più scuro e di guardarle in faccia, di avere il terrore e al tempo stesso una la voglia matta di fallire nella società dei numeri uno, di riconoscere che anche la tristezza è vita vera, e io voglio passarci attraverso. Qualsiasi cosa significhi fallire oggi poi se, ricchi o poveri, siamo un po’ tutti figli della noia, se il benessere ha le occhiaie, se la povertá è glitterata, se la ricchezza è già stata confiscata a monte, se l’omologazione è più forte dell’autodeterminazione, se in quel negozietto di abbigliamento accanto ad H&M alla fine non ci entriamo mai.

Giulia Mei nuovo album 2025

GENITORI

Probabilmente faresti fatica a pensare che questa canzone l’ho scritta a 27 anni, dopo un attacco di panico avuto per strada mentre i miei genitori litigavano, una sera di ferragosto in cui ero uscita con loro per andare a prendere un bel un gelato tutti insieme. Ma la verità è che dentro noi presunti adulti, ci sarà sempre un bambino triste, una bambina cresciuta in una famiglia disfunzionale, che si nasconde dietro la porta, e si chiede perchè semplicemente non si potrebbe stare tutti insieme felici, senza litigare, perchè non si potrebbe prendere tutti un bel respiro e un bel gelato insieme e perchè mai i nostri genitori facciano tutti quegli errori. Continuiamo a chiedercelo anche quando siamo noi a diventare genitori, e ci ritroviamo a fare gli stessi fottutissimi errori.

A CASA MI VENIVA

Il mal di pancia iniziava già prima di partire da casa, misto al senso di colpa di non aver studiato abbastanza e abbastanza bene. Appena arrivavo davanti alla porta mastodontica del conservatorio anche il battito iniziava ad accelerare, e lo faceva sempre di più man mano che salivo le scale e bussavo alla porta dell’aula 21, in aula 21 c’erano alcuni colleghi e il maestro, che stava ascoltando un altro collega, io mi sentivo la peggiore di tutti, e forse lo ero.

Speravo che gli altri continuassero all’infinito e che il mio turno non arrivasse mai, ma quel momento era inesorabile. Inesorabile come il fatto che di tutte le note e di tutte le ore passate a casa a studiare, lì davanti al maestro restasse poco e niente, se non una frase, quasi un mantra, e sempre la stessa: “a casa mi veniva”, e vi giuro che a casa mi veniva per davvero.

LA VITA È BRUTTA

Così cinica da essere sentimentale, così decadente da essere ridicola. Questa canzone è allo stesso tempo un cuore e un culo, minimal e barocca, una partita di Bach e un rave party, un principe azzurro e un orsetto gommoso, una scopata e un funerale, nel dubbio tra ridere e piangere ride, di gusto, e nel dubbio tra morire e ballare balla, ubriaca.

MIO PADRE CHE NON ESISTE

Il mondo senza mio padre che ride, che pensa, che parla, è un’occasione sprecata, è un errore, è una cosa vuota, mediocre. Ma il mio mondo quando mio padre era ancora mio padre, prima che iniziasse a esistere a metà e a sbiadirsi dietro un volto senza espressione, cancellato da un mostro senza nome, era un mondo con molti più colori, molte più occasioni di felicità e di meraviglia, se solo lo aveste visto il mondo quando c’era lui. Per fortuna ne ho fatto una copia nella mia memoria, per non dimenticare mai chi era mio padre, e per ricordarlo anche a lui, che quei giorni felici potranno andare via dal tempo, ma non dalla mia testa.

MOZRAT

Io Mozart l’ho sempre pensato come uno che se la spassava alla grande, uno che se oggi fosse vivo, lo troveresti mezzo fatto a una serata drum’n bass. Immaginalo un po’ alticcio, che si mette al piano e attacca il terzo movimento della Sonata n. 12, ma poi a un certo punto si stacca dal piano e comincia a ballare, da solo, in mezzo alla pista, come il più romantico tra i pazzi, e se non riesci a immaginarlo, fatti aiutare da questo pezzo.

CARA ALLEGRIA (FEAT. MILLE) solo su vinile

Certe volte penso che siamo programmati per accogliere le emozioni negative, mentre facciamo più fatica ad accogliere quelle positive. Tuteliamo il dolore ma l’allegria, quando viene a trovarci a volte non sappiamo nemmeno riconoscerla, e la respingiamo. Poi però, nei momenti di tristezza e scoraggiamento, la vogliamo indietro, la chiamiamo e la supplichiamo di tornare, di restare con noi, di restare pura, intatta, di non lasciarsi corrodere dalla nostra fragilità e dalla nostra stupida ossessione per ciò che ci fa male.

 PICCIRIDDA MIA

Tutte e tutti abbiamo una picciridda o un picciriddo dentro o fuori di noi da cullare e consolare, tutti qualche volta abbiamo bisogno di sentirci dire che non è colpa nostra e che il mondo non ci merita, tutti almeno una volta nella vita ci troviamo a desiderare l’amore semplice e la tenerezza di questa questa ninna che ho scritto per me stessa, e che parla in palermitano. Perchè ci sono espressioni e immagini che solo la lingua palermitana riesce a restituirmi e che letteralmente faccio fatica a tradurre in italiano, come “lievaci manu”, che in italiano significa “lascia perdere”, ma in realtà è molto, molto più di questo, come l’amore che provo in questa canzone che è molto di più dell’amore.

IO DELLA MUSICA NON CI HO CAPITO NIENTE II (CON RODRIGO D’ERASMO)

«Ciao Giulia,
Piacere di conoscerti.
Ho ascoltato le tracce che hai sottoposto alla mia attenzione.
Devo dire che hai una capacità di scrittura davvero notevole, specie nel modo in cui racconti certe tematiche. Tuttavia, non ho ben chiara l’idea del progetto in generale, soprattutto a livello di sound: alle volte molto cantautorale (un po’ stantio), altre volte con delle derive elettroniche che mi hanno un po’ spiazzato. Quello che secondo me dovresti cercare di fare è mettere ordine: alle volte meno è meglio.
Un abbraccio»
Professor ics

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