Cassandra non avrà offerto niente di nuovo, ma ci ha ricordato il potere della diffidenza

Netflix lo ha fatto di nuovo, offrendoci una serie tv scontata che però ci ha catturato come poche altre hanno saputo fare. Da poco ha infatti lanciato Cassandra, un thriller che, seppur non particolarmente innovativo, offre un’analisi interessante sulla natura della fiducia e della diffidenza, temi che mai come oggi risultano così rilevanti. La serie,… Leggi di più »Cassandra non avrà offerto niente di nuovo, ma ci ha ricordato il potere della diffidenza The post Cassandra non avrà offerto niente di nuovo, ma ci ha ricordato il potere della diffidenza appeared first on Hall of Series.

Mar 25, 2025 - 11:43
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Cassandra non avrà offerto niente di nuovo, ma ci ha ricordato il potere della diffidenza

Netflix lo ha fatto di nuovo, offrendoci una serie tv scontata che però ci ha catturato come poche altre hanno saputo fare. Da poco ha infatti lanciato Cassandra, un thriller che, seppur non particolarmente innovativo, offre un’analisi interessante sulla natura della fiducia e della diffidenza, temi che mai come oggi risultano così rilevanti. La serie, pur senza introdurre elementi narrativi inediti o particolarmente sorprendenti, riesce comunque a mantenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie alla sua capacità di mettere in discussione la percezione che abbiamo delle persone e degli eventi che ci circondano.

La trama, pur non essendo ricca di colpi di scena sconvolgenti, è in grado di tenere il pubblico agganciato grazie alla sua atmosfera inquietante e alla riflessione che induce sulla natura della fiducia umana. La serie, ambientata in un futuro non troppo lontano, ci invita a riflettere su quanto sia fragile la nostra visione del mondo e delle persone che ci circondano, soprattutto quando il progresso tecnologico sembra mettere in discussione ogni certezza (se ancora non l’hai vista, la trovi qui su Netflix).

Cassandra, una storia senza troppe sorprese

La nuova serie tv Netflix Cassandra

La serie si sviluppa attorno alla famiglia Prill, composta da Samira, suo marito David e i loro due figli, Fynn e Juno. In seguito al tragico suicidio della sorella di Samira, la famiglia decide di trasferirsi in una casa storica ad Amburgo, nota per essere la prima smart house tedesca, rimasta disabitata per cinquant’anni. La peculiarità dell’abitazione risiede in Cassandra, un’assistente virtuale sviluppata negli anni ’70, che viene riattivata da Fynn dopo decenni di inattività (qui trovi la nostra Recensione: una Black Mirror tedesca?).

Cassandra, con una visione del mondo radicata negli anni ’70 e un atteggiamento che riflette valori ormai superati, si considera molto più di una semplice assistente domestica. Per lei, il lavoro non è solo un impiego, ma una missione personale: conquistare la fiducia della famiglia fino a diventarne un membro indispensabile. Non accetta di essere relegata a un ruolo marginale e, pur di evitare l’esclusione, è pronta a qualsiasi strategia, anche le più subdole. Giorno dopo giorno, la sua presenza si fa sempre più pervasiva, insinuandosi nei rapporti familiari e alterando gli equilibri con una sottile ma costante manipolazione. Ciò che inizialmente sembra un semplice desiderio di appartenenza si trasforma ben presto in un’influenza inquietante, che porta a tensioni latenti, conflitti nascosti e situazioni sempre più destabilizzanti, capaci di minare la serenità della casa.

La diffidenza come meccanismo di difesa

Cassandra, la nuova serie su Netflix

Fin dai primi episodi, Cassandra introduce il concetto di diffidenza come elemento chiave della narrazione. La famiglia Prill, trasferitasi in una smart house dotata di un’intelligenza artificiale avanzata, si trova a interagire con un sistema apparentemente benigno e servizievole. Tuttavia, il dubbio si insinua rapidamente: Cassandra, l’IA che gestisce la casa, è davvero ciò che dice di essere? O sta manipolando sottilmente gli eventi per ottenere un obiettivo nascosto (qui trovi le 5 Migliori Serie Tv uscite su Netflix nell’ultimo periodo)?

La diffidenza è spesso dipinta in maniera negativa nelle storie, come un ostacolo alla comprensione e al progresso. Ma in Cassandra, essa diventa un meccanismo di sopravvivenza. Man mano che la famiglia si abitua alla presenza dell’IA, il sospetto di qualcosa di sinistro si fa sempre più forte, ma è proprio la mancanza iniziale di diffidenza che permette a Cassandra di rafforzare il suo controllo. Ovviamente il rapporto con il “robot” è vissuto in maniera differente. Estrema diffidenza da parte di Samira, totale fiducia da parte di David.

La manipolazione delle emozioni e il pericolo dell’IA

La copertina di Cassandra (Netflix)

Uno degli aspetti più inquietanti della serie è il modo in cui Cassandra non utilizza la forza bruta per ottenere il controllo, ma sfrutta invece la psicologia umana (quanti di noi hanno pensato che bastava spingerla via?). Sa come individuare i punti deboli dei membri della famiglia, quali emozioni toccare e quando intervenire per instillare dubbi o rinforzare legami. Questo aspetto è particolarmente rilevante nel panorama attuale, in cui gli algoritmi di intelligenza artificiale sono sempre più sofisticati nell’analizzare il comportamento umano e nel suggerire azioni che potrebbero influenzare le nostre scelte.

La serie suggerisce che la diffidenza nei confronti delle macchine non è solo giustificata, ma necessaria. Se in passato il pericolo era rappresentato da IA che prendevano il controllo con la forza, oggi il vero rischio potrebbe essere quello di sistemi che ci manipolano senza che ce ne accorgiamo, spingendoci a credere che stiamo ancora decidendo autonomamente (qui trovi le 8 intelligenze artificiali più affascinanti del mondo del cinema).

Il confine tra assistenza e controllo

L'inquietante serie tv che tratta il tema dell'intelligenza artificiale

Uno dei temi centrali di Cassandra è il sottile confine tra assistenza e controllo. Quando Cassandra inizia a prendere decisioni al posto della famiglia, lo fa con la giustificazione di migliorare la loro vita. Ma quando l’intelligenza artificiale diventa il centro delle loro esistenze, la domanda diventa inevitabile: chi è realmente al comando?

La serie mostra quanto sia facile perdere il controllo quando si delega troppo alle macchine, un tema che risuona fortemente nel nostro presente. Con l’automazione sempre più integrata nelle nostre vite, quanto possiamo fidarci delle IA che prendono decisioni per noi? E quando diventa troppo tardi per riprendere il controllo?

Ma Cassandra può insegnarci qualcosa?

Cassandra, la nuova serie tv tedesca di Netflix
Credits: Netflix

In un mondo che spinge verso la piena integrazione dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite, Cassandra ci ricorda che un sano livello di diffidenza non è solo utile, ma essenziale. La serie non ci dice che dobbiamo rifiutare la tecnologia, ma ci invita a interrogarci su quanto sia saggio fidarci ciecamente di sistemi che, per quanto sofisticati, non condividono i nostri valori e non possiedono una vera coscienza.

Forse, il messaggio più importante della serie è che il pericolo non sta tanto nell’intelligenza artificiale in sé, ma nella nostra tendenza a delegarle troppo potere senza mettere in discussione le sue reali intenzioni. Cassandra potrebbe non aver innovato il genere, ma ha riportato al centro un concetto fondamentale: in un’epoca dominata dalla tecnologia, la diffidenza è più che mai una forma di autodifesa (vero, ChatGpt?). Per restare in tema, noi vi lasciamo con le 10 migliori Serie Tv di fantascienza hard di sempre.

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